domenica 17 gennaio 2010
La Veleria Montefusco non poteva mancare nel Melges 20.
Ecco le prime immagini delle nuove vele rubate durante un veloce test tenutosi lo scorso sabato ad Ancona.
Debutto in acqua previsto per la Primo Cup dove Sandro Montefusco chiamerà la tattica per il nuovo 20 di Fausto Rubini.
Le immagini, come avrete capito dalla qualità, sono una courtesy dello Studio Lauro and Pacio, art and fun.
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Etichette: Melges 20, Sandro Montefusco
venerdì 13 febbraio 2009
Etichette: Fausto Rubbini, Lorenzo Bressani, Melges32, Nico Celon, Primo Cup, Sandro Montefusco, vincenzo onorato
martedì 4 novembre 2008

Let us start with a quick note, if you are coming to Adesso Vela from overseas or simply you are an English speaker we'd like to let you know that we care about you.
That's why you'll find the full interview with Sandro Montefusco translated in English.
Take a look at the upper left corner to have the English version of this post.
Special thanks to Valentina Telloli for the help.
E adesso sotto a chi tocca.
Sandro Montefusco su Adesso Vela,
Adesso Vela: Sandro volevamo fare quattro chiacchiere con te come velista e come velaio. Incominciamo dall'aspetto sportivo, anche se ci vorrebbe un libro ci racconti in 5 righe il tuo curriculum velico?
Quale consideri il successo più importante ottenuto nella tua carriera fino ad oggi?
Sandro: La mia prima barca è stata un Flying Junior con cui abbiamo regatato (io e mio fratello Paolo)fino a 18 anni ,conquistando un titolo mondiale juniores e un italiano.
In quello stesso anno(il lontano 1978) acquistavamo il primo 470.
Con il 470 abbiamo regatato fino alle olimpiadi di Barcellona nel 92,in questi anni abbiamo vinto mi pare 6 titoli italiani un europeo e due giochi del mediterraneo finendo due volte secondi e una volta terzi agli europei,una volta secondi al mondiale.
Il grosso rammarico è di aver fallito i due appuntamenti olimpici, soprattutto a Seoul 88 dove eravamo ben preparati e veloci e in quello stesso anno avevamo chiuso al secondo posto sia europeo che mondiale.Purtroppo un'ingenua e discutibile squalifica e una scuffia ci relegavano al settimo posto.
Ho riprovato ancora l'avventura olimpica nel quadriennio di Atene 2004 con Stefano Rizzi sul Tornado.
Purtroppo anche a causa del poco tempo dedicatoci non siamo riusciti ad avere i risultati sperati.
Come avrai potuto capire a causa del "pallino olimpico" ho iniziato la mia attività nelle classi d'altura a età abbastanza avanzata e mai troppo a tempo pieno,infatti preferisco regatare comunque nelle classi in cui la classifica si vede già sulla linea d'arrivo.
Ho conquistato titoli nazionali sul meteor,ufo,asso,platu 25,melges 24,J 24 e titoli europei in IMS
AV: passiamo all'attività principale di oggi la veleria. Un pò di storia, quando avete cominciato? Come vi siete sviluppati in questi anni? Quale la tipologia di prodotto su cui investite di più?
SM: ho cominciato a fare vele nel 1981,aprendo con un amico un negozio di surf con annesso laboratorio per riparare le vele. In breve il negozio è sparito e ci siamo occupati solo della realizzazione delle vele(prima solo di surf,poi anche del 470 con cui regatavo e infine anche per barche + grandi).
Nei primi anni era solo una stanza di 50 mq nel centro storico di Lecce e per fare le vele più grandi approfittavo della piazza antistante per poterle stendere e rifilare,in quel periodo era una regola fissa il cartello "torno subito" quando c'era scirocco e si andava a surfare a Porto Cesareo.
Dopo 4 anni con anche Paolo e Daniela abbiamo trasferito la veleria in un locale di 200 mq,ancora quattro anni in questa sede e poi il trasferimento nel capannone nella zona industriale di lecce dove siamo tuttora.
Sicuramente in termini di ricerca e sviluppo il settore delle vele da regata è quello che impegna di più, poi ora con il passaggio dalle vele pannellate a quelle a box , quindi con la necessità di progettare oltre la forma anche la struttura della vela ,raddoppia anche l'impegno del team progettuale della veleria.
AV: Siete una realtà completamente italiana che in più di un'occasione ha dimostrato di poter battere il dominio North Sails (leggi Platu 25, M 30 e molti altri monotipi), qual'è il segreto per sviluppare una vela per una classe one design?
SM: sicuramente North è un grande gruppo e quindi può contare su un team di velisti e velai in grado di progettare,testare e sviluppare al meglio i tagli delle vele su un gran numero di barche. Ciò non toglie ovviamente che anche una veleria di piccole o medie dimensioni possa arrivare agli stessi risultati dedicandosi ad una o più classi in base alla quantità e alla capacità del team di cui dispone. Così è stato sulle varie classi in cui abbiamo avuto il tempo e il piacere di dedicarci.
AV : Sandro come sai noi siamo innamorati dei Melges e non vediamo l'ora di capire qualcosa di più anche del neonato 20. Quali i programmi della Veleria Montefusco nel 2009 per le classi Melges 20, 24 e 32?
SM: non me ne parlare,il 24 è stata la mia classe preferita per le sensazioni che dà nelle andature portanti, per un ex derivista è come rivivere vecchi momenti di piacere assoluto!
Purtroppo lo scorso anno ho dovuto interrompere forzatamente la stagione prima del mondiale,ma conto di riprendere per la prossima stagione sperando di rimettere insieme lo stesso gruppo di sherekan. Per quanto riguarda il 32 devo dire che sono molto soddisfatto dello sviluppo che abbiamo fatto sulle vele questa prima stagione, nelle ultime due tappe del circuito abbiamo chiuso due volte secondi una volta un punto dietro al primo ed una volta a pari punti, dimostrando una bella velocità nelle condizioni di vento più svariate. Questi risultati mi fanno guardare con ottimismo alla prossima stagione che sarà sicuramente molto avvincente e che si chiuderà con il mondiale a porto Cervo.
Ora non mi rimane che provare il melges 20, probabilmente ci sarò anche in questa classe ,ho avuto già contatti e siccome io sono dell'idea che le barche più son piccole e più sono divertenti.....
AV : Una domanda scomoda, in molti dicono che i risultati ottenuti con il Melges 24, di cui sei stato ricordiamo campione italiano e vice campione europeo e costantemente tra i top team, sono riconducubili al tuo immenso talento. Insomma qualcuno sostiene che con le tue vele vinci solo tu. Cosa gli rispondi?
SM: ti dirò che è una grossa bugia che si trascina da quando facevo le vele del 470(o magari in quel caso era un pò più vero)io mi difendo,ma c'è di meglio. Prova ne è ad esempio con il platu 25 dove avevo dominato il circuito e il campionato italiano, l'anno successivo hanno usato le mie vele sia Matteo Ivaldi che Paolo Cian e il risultato quale è stato?
Uno ha vinto l'italiano, l'altro il mondiale ed io regolarmente dietro. Ti basta come prova?
AV: Il tuo nome e quello di Paolo, per chi ha qualche anno come noi, sono profondamente legati al 470 di cui siete stati tra i migliori interpreti italiani e internazionali per molti anni. Ma è proprio vero che c'è una certa similitudine di conduzione con il Melges 24? Cosa ne pensi?
SM:anche in questo caso la mia risposta è negativa.
La sensibilità che necessita per la conduzione di un 470,dove il peso dell'equipaggio è pari a quello del mezzo non è sicuramente la stessa che serve per la conduzione di un melges. Comunque tra le barche a bulbo che io ho provato sicuramente il 24 è quella che più si avvicina ad una deriva.
AV : Da quest'anno hai invelato e timonato il GP 42 Airis, direi una scommessa vinta con ben due vittorie di tappa e grande velocità a premiare una barca che ha fatto scelte coraggiose (progetto e vele). Un tuo commento sulla stagione e su come prevedi si svilupperà la classe.
SM: sicuramente una scommessa fatta con grande fiducia nei confronti miei e di Felci da parte di Roberto Monti, l'armatore di Airis e Cesare Bressan,il team manager. Dopo due stagioni fatte assieme con il melges hanno voluto continuare con lo stesso gruppo(ovviamente ampliato) l'attivitò sul GP.
Sicuramente devo ringraziare Umberto per il progetto veramente azzeccato che ci ha facilitato il compito.
Comunque vale il discorso precedentemente fatto per i monotipi,per quanto riguarda le vele siamo partiti con un prodotto già ad alto livello frutto dell'esperienza che già avevamo fatto su barche delle stesse dimensioni e poi,anche grazie all'apporto dei trimmer imbarcati su Airis(Nello Pavoni e Enrico Zennaro), abbiamo sviluppato le stesse con ottimi risultati.
Con mia grande soddisfazione ti posso affermare che sono convinto che oramai Airis è il GP 42 più completo nella flotta, a Puerto Calero eravamo veramente veloci in tutte le condizioni e andature.
Il rammarico che rimane per come è andata la stagione riguarda solo il numero dei partecipanti alle varie tappe.
Ia flotta dei GP conta oramai una quindicina di barche, ma purtroppo in regata se ne sono viste partire assieme solo 8-9 causa la defezione di qualche barca spagnola alle tappe italiana e francese e viceversa alle tappe in Spagna.
AV: Quali sono state le difficoltà nel seguire la progettazione e costruzione di vele per una classe così competitiva? Airis tornerà nel 2009?
SM: grosse difficoltà non ne abbiamo avute ,come dimostrano i risultati. Se si fa parte di un team forte e si possiede un mezzo veloce le cose si semplificano.
AV: Sei stato nel team di Luna Rossa in passato. Se arrivasse una telefonata potrebbe esserci ancora Coppa America nel futuro di Sandro Montefusco o ti dedicherai principalmente all'attività di imprenditore?
SM :dopo l'esperienza di Luna Rossa sono arrivate diverse telefonate,ma la coppa richiede un impegno quasi totale per tre anni e non si concilia con la mia attività di velaio e velista. L'esperienza fatta ad Aukland è valsa la pena di farla ma è finita là.
In definitiva comunque non credo di essere portato per la vita di coppa,che è sicuramente un'esperienza eccezionale per ogni velista,ma la ripetitività delle giornate un pò mi fanno passare il gusto di andare in barca.
AV: I tuoi figli si stanno avvicinando alla vela? C'è qualcuno pronto per ripetere le gesta dei fratelli Montefusco?
SM : dei tre figli solo Nicolò fa scherma e fa regate in optimist al momento senza grossi risultati,ma anche senza molto impegno. Comunque per me è giusto che lo faccia in questo modo alla sua età,poi se più in là avrà voglia di farlo impegnandosi non potrà che avere il mio supporto.
Gli altri due sono presi chi dal tennis e chi dalla ginnastica ritmica, l'importante è fare sport!
Sandro come sempre sei stato molto disponibile, grazie per l'intervista speriamo di averti spesso nostro ospite su Adesso Vela
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martedì 28 ottobre 2008

Now it´s your turn on Adesso Vela Mr Montefusco
Adesso Vela: Sandro we wanted to have a chat with you as a sailor and sail-maker. Let´s start with Sandro as a sportsman: even if you would need a book to tell us all your experiences, how would you summarize your sailing CV in few lines? Which is the most important achievement up to now?
Sandro: My first boar was a flying junior on which me and my brother Paolo had been sailing until we became 18; on that little boat we won a world and one Italian Junior championship. In that same year (1978) we purchased our first boat.
We had been sailing on that till the Olympics in Barcelona in 1992 and in those years we won I thinks 6 Italian championships, one European, two of the Mediterranean and we ended up second and third at the European and second at a world championship. Our biggest regret is having failed at the two Olympics, especially Seoul 88 when we were well trained and fast; always in 1988 we finished second at the European and third at the world championship. Unfortunately a naïve and disputable mistake made us going cupsize and ranking seventh.
I tried the Olympics in Athens in 2004 together with Stefano Rizzi on a Tornado.
Also in this case due to a lack of time we didn’t manage to get a good ranking.
As you might have understood it was thanks to my fixation with the Olympics that I started with the bigger boats. I wasn´t that young anymore and I never did it full time: indeed I still preferred to race in those classes where you understand the ranking right at the arrival line!
I achieved good national ranking also on meteor, ufo, asso, platu 25,melges 24,J 24 and some European good ranking also on IMS.
AV: let´s get straight to your main occupation now, which is the sail-making. How did you start it off? How did you develop thru these years? And on which product line do you invest the most?
SM: I started producing sails in 1981…with a friend I opened up a surf shop with a laboratory to fix the sails. Shortly after the shop disappeared and we concentrated on the sailing business: at the beginning we produced only surf sails, then those for the 470 and eventually also for bigger boats. In the first years we had only a 50 m2 room in the city centre of Lecce and therefore I would profit of the square opposite to the shop to make and open up the bigger sails. At that time we used to hang the card “I´ll be back soon” every time that “scirocco” was blowing and we would go surfing to Porto Cesareo.
After 4 years with Paolo and Daniela we moved to a bigger venue of 200 m2 and after 4 years from that we moved to the premises where we are now. Producing sails for the races and developing and researching on the newest materials and technique is the most time consuming part: especially now the change from paneled to box sails (which foresees the development of the structure of the sail and not only its form) requires the double amount of work.
AV: You work mostly in the Italian market even if you proved in more than one occasion to be able to compete with North Sails - see Platu 25, M 30 and many other monotypes: what is the secret to develop a sail for the one design class?
SM: North is surely a big group which counts on a team of sailors and sail makers who can design, test and develop the best cut for the sails of various type of boats. Nevertheless also a smaller sail-shop can reach similar results working on one or more classes depending on the quantity and capacity of its team. This happened for those classes we were pleased to work for.
AV : Sandro as you know we are in love with the Melges products and we can´t wait to understand a bit more of the newborn M20. What is the plan of the Montefusco sail shop for the Melges 20, 24 and 32 in 2009?
SM: Don´t tell me about it: the M24 has been my favourit class for the great sensations and the driving feeling which remind me of pleasures of my past! Unfortunately I was forced to stop before the worlds last year hoping I could still put together the same team as sherekan. As for the M32 I must say I am very happy with the development of the sails for this first season; the last 2 stops of the circuit were satisfying we ended second once with only one point of difference from the first and the second time with equal ranking. This proves a good speed with various wind conditions. These results make me look with optimism to the next season which will be very challenging and will be crowned with the worlds in porto Cervo.
Now I am just waiting to test the M20 and I think I will soon belong to this class ; I already got in contacts with Melges Europe and since I believe the smaller the boats are the more fun they are...
AV : Now one unpleasant question...many say that the results that you had on the M24 (national champion, vice EU champion and among the top teams in many races) are due to your great sailing talent. In other words many say that you are the only one that wins with your sails. What would you say about it?
SM: I would say that this a big lie that keeps on repeating itself since I was producing the sails for the 470 (maybe back then it was a bit more true…)…It is proved by the fact that with the paltu25 we won the circuit and the national championship; the following year also Matteo Ivaldi and Paolo Cian used my sails…and do you know what was the result? The first won the Italian championship and the second the world while I was always behind. Enough?
AV: For people of our age, your and Paolo´s name are strongly connected to the 470: for many years you ruled this class locally and internationally. Do you think there´s a similar sailing approach also on the M24? What do you think about this?
SM: No I don´t think there´s a similarity. On the 470 the weight of the crew must be even to that of the boat and requires a different sailing approach compared to that on a M24. But among all the keelboats that I have used, it is for sure the one that gets closer to the dinghy.
AV : This year you were driving the GP 42 Airis on which you also used your sails. You won the bet with 2 victories and great speed; the braveness of your choices (for the boat and the sails) has been rewarded. We want your opinion on the season and how it will develop.
SM: Yes both Roberto Monti (Airis owner) and Cesare Bressan (team manager) have been confident and brave in betting on myself as well as on Felci. After 2 seasons on the Melges they decided they wanted to face new challenges on the GP with the same team with the addition of some new crew members. I am thankful to Umberto who picked the project and facilitated our duty. And here again the same as we said before for the monotypes: we started the project with real good quality sails which were the result of the expertise gathered on boats of similar dimensions and with the help of two great trimmers (Nello Pavoni and Enrico Zennaro). The results were more than satisfying. I am proud to confirm that Airis is the best settled Gp in the fleet : in Puerto Calero we were really fast with any wind condition. We are only disappointed for this season about the number of participants to the various stops. The GP fleet counts now roughly 15 boats across Europe and the same happened in Spain.
AV: What were the major difficulties in designing and making the sails for such a competitive class? Will Airis be racing in 2009?
SM: we had great issues as you could see from the results. If you belong to a strong team and you have a fast boat than things get easier.
AV: you belonged to the Luna Rossa team in the past. If you would receive again an invitation would Sandro Montefusco consider to take part again to the America´s Cup or would he be only an enterpreneur?
SM : after my experience with Luna Rossa I received various phone calls but the cup requires full time dedication for at least 3 years and this overlaps my role as sailor and sail maker. Aukland was a fantastic experience but it also ended there. I think that type of life doesn't suit me: the daily training routine takes the fun of sailing away!
AV: Your kids are approaching the sailing world. Are they ready to follow the traces of the great Montefusco brothers?
SM : among the three of them only Nicolò is sailing on the optimist without great results but also without a great commitment. And I do believe it is right that he does that at his age. Maybe later on if he´s willing to commit more he will find my full support. The other two are busy with tennis and athletics: important is just to do sport
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martedì 23 settembre 2008
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Pubblichiamo con piacere il comunicato stampa appena ricevuto dallo Yacht Club Italiano.
Il Campionato del Mondo X35 si preannuncia a dir poco interessante sia per i nomi che per i numeri.
54 esemplari in acqua per un monotipo che, ricordiamo, costa armato 180.000 euro sono probabilmente un record.
Il sito dedicato e':
http://www.yachtclubitaliano.it/_vti_g1_regDet_aspx_ID_IDab46c4e9852a40d2aaa0861c811c483a-rpstry_3_.sphtml
Prende il via domani a Cala Galera (Argentario) il Campionato del Mondo X-35, organizzato dallo Yacht Club Italiano e dal Circolo Nautico e della Vela dell’Argentario con la partnership di Rolex.
Le barche iscritte sono 54, provenienti da undici Nazioni: Inghilterra, Italia, Francia, Spagna, Germania, Turchia, Olanda, Russia, Estonia, Grecia e Turchia.
I velisti presenti
Per partecipare al campionato del mondo degli X-35, il one-design del cantiere danese X-Yachts, sono arrivati a Cala Galera alcuni i grandi nomi della vela internazionale.
Tommaso Chieffi e Paolo Semeraro saranno a bordo di Irascibile di Giuseppe Leonetti, Vasco Vascotto tattico su Foxy Lady Atlantica Sistemi di Stefano Di Liberto, Matteo Ivaldi alla tattica di Corneliani ID di Cristian Ferro, il campione mondiale di J24 Andrea Casale su Fra Martina di Luca Bianchi. Presenti anche Francesco De Angelis e Lars Borgstrom, che regateranno con Sberressa di Paolo Bonavolontà, Francesco Bruni su Tixelio di Carlo Brenco, Roberto Ferrarese e Sandro Montefusco su Float On di Michele Lecce, Gabriele Benussi a bordo di Karma di Enrico Maria Pecoraro, Andrea Caracci e Claudio Novi su Giochelotta di Francesco Conte.
Le barche da battere sono l’olandese DRS.X di Simon Anink e l’inglese Cool Runnings di Mark Richmond, rispettivamente Campione e Vice Campione del Mondo in carica nella classe X-35.
Le regate
Dopo due giorni – ieri lunedì 22 settembre e oggi – dedicati alle registrazioni e ai controlli di stazza, le regate prendono il via alle 12 di domani, mercoledì 24 settembre con previsioni meteo caratterizzate da tempo soleggiato e grecale.
Sono previsti un minimo di due percorsi a bastone giornalieri (ciascun lato lungo un miglio e mezza circa) per un totale di dieci regate, al termine delle quali sarà decretato l’equipaggio campione del mondo. Le regate si svolgeranno tutti i giorni fino a sabato 27: domenica 28 settembre è reserve day nel caso si siano svolte meno di 6 regate.
L’X-35
L’X-35 è il one-design del cantiere danese X-Yachts e ha debuttato sul mercato poco meno di tre anni fa. Forte del successo che ha portato questo 11 metri ad essere costruito in oltre 200 esemplari, barca dell’anno negli USA nel 2007, l’X35 è un scafo estremamente performante, molto agile in regata e perfetto per brevi crociere.
La fortuna di questa imbarcazione è data da un regolamento di Classe molto stretto: le barche sono tutte identiche, a eccezione dei materiali delle vele dove ogni armatore può scegliere la veleria di riferimento, il numero dei professionisti ammessi in equipaggio è limitato a due e il timoniere deve essere sempre l’armatore.
Tutti questi fattori rendono le regate davvero impegnative e spettacolari poiché le differenze di velocità tra le varie barche sono marginali, a vantaggio di incroci e passaggi di boa serratissimi e vittorie sul filo di lana.
I partner
Oltre a Rolex, anche BMW affianca lo Yacht Club Italiano e mette a disposizione le proprie courtesy car.
giovedì 10 luglio 2008
RC 44 a Malcesine, regate di Match Race già in corso, 9 barche che partecipano (pochine). Hiroshi Città di Milano di Armando Giulietti è impegnato a difendere la "ruota d'oro" (il leader della classifca degli RC si vede consegnare una vera e propria ruota del timone in oro, scicchissimi!!).
Melges 32 a Cala de Medici ospitati in quello che molti ritengono il porto turistico più bello d'Italia. 12 barche che partecipano (anche qui pensavamo di più) ma ne rimangono a terra almeno quattro per sovrapposizioni di calendario (si sono già 16 i Melges 32 che navigano in Italia). Matrix di Luigi Melegari con Matteo Ivaldi alla tattica è impegnato a difendere il numero rosso di prua (il leader della classifca dei M32 ha il numero di prua rosso invece che nero).
J 80 a Kiel per il loro mondiale. 64 barche al via che, come aperitivo, si sono beccate ben 4 prove nella prima giornata. Solo due italiani iscritti di cui uno in realtà potrebbe non essere della partita (4 DNC fanno pensare che le ferie abbia deciso di farle altrove). Il tricolore sventola su Jeniale, 18esimo dopo 4 prove.
Insomma flotta folta ma nessuno sbarco previsto in Italia nel breve.
GP 42 a Valencia per la terza tappa della Quebramar Cup. Airis di Roberto Monti con Sandro Montefusco al timone e Roberto Benamati alla tattica vuole vincere ancora in casa dei "nemici" spagnoli. La flotta non ha grandi numeri (normalmente al via 7 - 8 barche) ma il livello è decisamente alto.
Riflessione:
Ma non è che il movimento soffre un pò di sindrome da "frammentazione".
Oh scusate, questo sarà un altro post ....
Stay tuned on Adesso Vela
Etichette: Armando Giulietti, J 80, Malcesine, Matteo Ivaldi, Melges32, RC 44, Sandro Montefusco
mercoledì 11 giugno 2008

Sandro Montefusco non era al mondiale Melges 24 di Porto Cervo ed è stato sicuramente uno di quelli che è mancato di più.
Volevamo dire a tutti che è tornato in barca e lo ha fatto alla sua maniera.
Il GP 42 Airis con Sandro Montefusco al timone e Roberto Benamati alla tattica vince a Saint Tropez la seconda tappa del cicuito Quebramar Cup.
Barca italiana, progettista italiano (Umberto Felci), equipaggio italiano e vele italiane (Montefusco).
Meglio di così ....
Welcome Back Sandruzzo!
Etichette: Sandro Montefusco
giovedì 22 maggio 2008

- Dave Ullman, campione del mondo in carica, mito della vela mondiale, ha qualche problema agli occhi, i nostri auguri.
- Dodo Gorla, la nostra stella d'oro, è un peccato, qualcuno lo convinca a venire e gli ceda la barra.
- Franco Rao, perchè se siamo lì...
- Giorgio Zuccoli, il suo nome sulle nostre vele
- Sandro Montefusco, auguri auguri auguri di pronta guarigione!
- James Spithill, ex campione del mondo come altri assenti è sui TP52
- Sebastian Col , idem.
- Riccardo Simoneschi, magari a qualcuno manca... ;)
- Furio Patrizio Monaco, chi l'ha visto???
E se qualcuno ce lo siamo dimenticati... ditelo voi!
martedì 29 gennaio 2008
In un momento di pausa riprendiamo a parlare dei top team per questo 2008.
Sandruzzo è confermato al timone di Sherekan di Maurizio Cardascio.
Si è visto poco in giro.
In realtà in barca c'è andato, principalmente a Bari dove ha vinto tutte le prove cui ha partecipato.
Si vabbè il livello non era quello di Alassio ma qualche Melges svelto c'era anche li.
Del curriculum non parliamo perchè non basterebbe il post.
Diciamo dolo che nel Melges 24 Sandro Montefusco è stato Campione Italiano 2006 e vincitore della Volvo Cup nello stesso anno.
Nel 2007 ha vissuto un anno difficile in Italia riscattato da uno splendido secondo posto dietro Favini all'Europeo di Neustadt.
Come sempre correrà con le sue vele.
Lui riesce a farle rendere al meglio e potersi tagliare una vela "ad hoc" potrebbe essere un vantaggio.
Sensazione diffusa che sia un missile con le ariette ma leggermente in difficoltà con vento più sostenuto (riferito alle vele non certo a lui che con l'arione in 470 volava basso)
Ecco gli spunti per qualche commento:
Può vincere?
Benamati è ancora con lui (qui PDM può aiutare)?
Più forti loro, Blu Moon o Uka Uka?
Se fosse per simpatia, signorilità e disponibilità Sandruzzo il campionato del mondo l'avrebbe già vinto...
Etichette: 470, Blu Moon, Flavio Favini, Maurizio Cardascio, Sandro Montefusco

