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giovedì 17 dicembre 2009



L'ISAF ha comuicato che dal primo aprile (mai scelta di data è stata più azzeccata) 2010 scomparirà dalla classificazione il gruppo 2.
Non che ce ne freghi più di tanto ma, dato che sulla questione della classificazione abbiamo costruito una buona parte della nostra audience, la pubblichiamo per motivi affettivi.
Per saperne di più clicca QUI

martedì 3 novembre 2009



Da discutere durante la prossima riunione della Classe Internazionale in programma per il prossimo 14 novembre.

1) Strallo fisso, mettere la parola fine ad una barzelletta durata fin troppo.
2) Limite di peso, proposta di pesare gli equipaggi a metà dell'evento e non preventivamente.
3) Tutta una serie di questioni minori, per lo più portate avanti dalla Classe tedesca.

Se siete curiosi di conoscere in anteprima quali sono le modifiche richieste cliccate pure QUI

Per vostra info, il meeting è lo stesso in cui andrà discussa l'assegnazione del mondiale 2012.
Tenete le dita incrociate perchè ultimamente le scelte non è che siano state particolarmente illuminate:

2009 Annapolis - USA
2010 Tallin - Estonia
2011 Corpus Christi - USA - Campionato Europeo a Hagesund in Norvegia
2012 ?

giovedì 15 ottobre 2009



Per dirla alla Battisti:

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più.
E come stai, domanda inutile, stai come me e ci scappa da ridere ....
In piena atmosfera pre mondiale torna ad aleggiare il fantasma dello strallo fisso sul Melges 24.
Stavolta ritorna col botto.
La regola infatti, ci dice David Chivers (Chivas Regal per gli amici), non è "scegli il sistema che più ti piace ed usalo" ma è un ben più severo "tutti gli alberi costruiti dopo novembre 2008 devono necessariamente montare il sistema a strallo fisso, passo e chiudo".
Gli altri, cioè a dire quelli che montano un albero costrutio prima del novembre 2008, facciano pure quel che vogliono che va tutto bene.
Il che significa che molte delle barche nuove hanno corso fuori regola durante tutta la stagione.
Il che significa che molte delle barche nuove dovranno ripensare ai loro assetti mondiali.
Il che significa che molti faranno ricorso e faranno pressione sulla classe internazionale per far annullare la regola mai divenuta operativa.
Il che significa che, in questa commistione tra alberi pre novembre 2008 e successivi, la rigida monotipia tanto rigida potrebbe anche non essere.
Il che significa che ci sono anche barzellette, come questa, che non fanno ridere più di tanto.
Ah dimenticavo ..... il che significa anche che se non ve lo diciamo noi non ve lo dice nessuno ;-)
Bè dai in comprenso per chiarire la situazione prima del mondiale c'è tempo .....
Strallo, strallo delle mie brame .....

12 October 2009

There has been some confusion over what is and is not legal with regard to the fixed forestay.
All masts constructed after November 2008 must be fitted and used with the fixed forestay. This includes new masts supplied to old boats after a breakage. The builders had quite a few masts in stock when the new rule came into force but new supplies will have to have the fixed forestay.
The rule allows the old style mast to upgrade to the fixed forestay, but it does not allow a new mast to fit or use the old system.
There is a proposal at the AGM for it to be compulsory to use the fixed forestay at championships after a certain date to be fixed. If you have thoughts on this subject then please make sure that you discuss them with your national class association so that they can represent your countries views at the AGM.

D. Chivers
11th Oct 2009

domenica 23 agosto 2009

Allons enfants d'Italie



Partono domani in 86 (.... e partono tutti insieme ...) per sapere chi è il più forte in Europa sul barchino.
Hyères agosto 2009, Campionato Europeo Melges 24.
Un campionato che torna in Francia dopo tre anni dal mondiale di Nico Celon.
Si regata ancora una volta a Hyères sulle macerie di una classe, quella francese appunto, che pochi anni fa insegnava la grandeur a tutti.
Insomma di nuovo davanti a Porquerolles più per demerito e mancanza di peso politico degli altri che per la barvura di Henri Samuel e Denis Infante che, nei fatti, hanno dimostrato di non sapere rilanciare il Melges 24 oltralpe.
Ma siccome è agosto, il posto è bello e ogni tanto ci soffia pure il Mistral i numeri sono sempre da capogiro.
Proprio ai francesi il capogiro e anche il giramento di palle del 2006 non è mai passato e si sono fatti trovare preparati alle stazze.
Incredibile ma vero dopo 16 anni dalla nascita del barchino arrivano le dime.





Manco a dirlo un occhio di riguardo particolare è stato dedicato agli armi italiani che escono comunque bene dai controlli.
Più in generale, ma anche più importante, esce bene il Melges 24 che si conferma il monotipo meno taroccato e meno taroccabile in assoluto.
Solo Furio Monaco accusa parametri leggermente "oltre" causa probabilmente difetto di costruzione (leggasi macanza di attenzione da parte di chi ha misurato la barca in cantiere) ma con un energico colpo di lima il gioco è fatto.
TUTTI DENTRO!!
Le dime verranno prontamente "contrabbandate" in Italia per rendere più severi i controllo dell'anno venturo.
Se leggete Adesso Vela sapete già chi sono i favoriti ma lasciateci aggiungere che sarà anche una battaglia mediatica, uffici stampa schierati a narrare le gesta dei loro prodi datori di lavoro da domani ci racconteranno che tutti vanno velocissimi...
Se cercate la traduzione e capire quel che succede passate ogni tanto di qua.
Per ora dagl insider:
organizzazione impeccabile a terra, imbarazzante in acqua.
Conseguentemente regate di prova autogestite e senza valore.
Avvistao qualche top team navigare in assetto ULTRAPIATTO.
Uka Uka vincente è la quota meno pagata in assoluto

Ad maiora

lunedì 11 maggio 2009

Sign Up Please


Cari tutti,
alle ore 18.05 di oggi abbiamo contato 98 commenti che la redazione di Adesso Vela ha deciso di non pubblicare rinunciando, crediamo, ad una giornata memorabile in termini di ascolti.
Molti dei messaggi sono stati bannati in quanto ingiuriosi, molti altri invece commentavano su fatti recentemente avvenuti partendo da punti di vista incredibilmente superficiali e da conoscenza delle vicende praticamente nulla.
Era già nell'aria da tempo ma questa è stata la spallata finale.
Adesso Vela era e rimane una piattaforma aperta a tutti ma quei tutti dovranno essere registrati su blogger con un indirizzo mail valido.
Tutela dovuta ai nostri inserzionisti, ai protagonisti dei nostri post, a noi ed al lavoro che facciamo.
La procedura di registrazione, come molti di voi sanno, è banale ed utilizzata dalla quasi totalità dei bloggers, da quando siamo 700 e più al giorno la moderazione è diventata troppo faticosa.
I registrati pubblicheranno direttamente senza interferenze da parte nostra.
Chi decide di rimanere anonimo, seppur qualche volta esilarante, non ci merita e, sopratutto, non merita di esprimere la propria opinione qui.
Così è se vi pare .... senza dimenticare che più siamo e meglio stiamo.

martedì 17 marzo 2009



Solo ieri abbiamo scritto dell'idea di Luca Devoti di provare a modificare format e assegnazione dei punteggi nelle regate del D One che subito arriva un altro spunto di riflessione.
Ci arriva nientepopodimenoche dal circus della F1 che oggi ha annunciato una vera e propria rivoluzione copernicana:
il mondiale 2010 non lo vincerà più chi farà più punti ma chi vincerà più gare.
Il sistema di punteggio rimane in vigore e sarà discriminante in caso di stesso numero di vittorie tra due piloti nei singolo GP e per determinare la classifica dal secondo posto in poi.
La motivazione principale per cui si è giunti a ciò è il tentativo di costringere i piloti a lavorare meno di strategia e più di velocità pura in pista.
Più bagarre, più sorpassi, più spettacolo ...
Dalla Formula 1 alla Vela su AV il passo è breve, basta sostituire la il singolo gran premio con la singola ed il gioco è fatto.
Facendo una semplice simulazione abbiamo realizzato che il Mondiale Melges 24 l'avrebbe comunque vinto Uka Uka ma le sorprese non tardano ad arrivare.
L'italiano Melges 24 sarebbe andato a Firebolt di Carlina Ubertalli e l'Audi Sailing Series dei Melges 32 a Thule di Fausto Rubbini pur avendo saltato una tappa del circuito.
E i TP 52?
E i Farr 40?
E le Olimpiadi?

Vabbè non esageriamo, qualche simulazione fatevela da soli ;-)

Vi piacerebbe un sistema del genere applicato ai più importanti circuiti di regate nazionali ed internazionali?

Ditelo qui .... anche perchè nessun altro tratterà l'argomento ;-)

p.s. La foto di apertura è dedicata a Felipe Massa, quello che avrebbe vinto il mondiale F1 l'anno scorso se solo ci fossero state queste rules dal 2009

lunedì 2 marzo 2009

Occhio al Fiocco


Da novembre 2007 a marzo 2009, un anno e mezzo per non capirci ancora niente.
Una delle modifiche al regolamento più fantasiose ed inutili tiene ancora banco quando la stagione è ormai alle porte.
Se non vi bastavano le tre variabili di strallo ecco arrivano anche le annate dei fiocchi.
Ricordatevi che per i fiocchi del vostro Melges 24 ora avete tre scelte di strallo ma anche è importante la data di produzione.
Il triangolino di prua può essere senza ZIP solo se prodotto e stazzato prima di novembre 2008 altrimenti dovete sfoggiare la "chiusura lampo" anche se non avete cambiato il sistema dello strallo.
Qualcuno dica a David Chivers and friends di bere meno ...

Sailmakers were informed of the new CLASS RULE regarding zip luffs in jibs in November 2007 and again in October 2008 before the rule actually came into force. The subject has been well known about and put in class news regarding rules etc.Sadly, it would seem that a number of lofts have ignored the new rule and are possibly still building jibs without a zip luff. These sails are illegal and cannot be used in Melges 24 class racing. If the sail was fully manufactured and measured complete with the IMCA Sail Label before the 1st November 2008 then it is legal either with or without a zip luff. If it was measured after the 1st November 2008 then it must have a zip luff.

sabato 17 gennaio 2009



Martedì 20 gennaio 2009, questa la fata in cui a Key West si terrà un incontro organizzato dall'ISAF per analizzare e discutere il proprio metodo di classificazione dei velisti in vigore dall'Aprile 2001 e che conta ormai 18.000 classificazioni.
Inutile nascondere che il sistema basato esclusivamente su un'autocertificazione e sul principio di "good faith" del velista lascia ampi, per non dire troppi, spazi di manovra ai più smaliziati.
Da questo meeting è inutile aspettarsi la soluzione del problema ma fa piacere registrare un atteggiamento sempre meno silente di ISAF rispetto a regole che sono si chiare, ma decisamente difficili da far rispettare.
Adesso Vela, come fatto in passato, vi vuole stimolare sull'argomento perchè senza la volontà della base, e cioè di chi va in barca, sarà difficile che l'ISAF possa raggiungere l'obiettivo.
D'altronde il regolamento di classificazione descrive chiaramente (anche se in un italiano un pò stenato) i parametri che implicano la classificazione 3 eccoli:

"L'ottenimento da parte di un velista o l'accettazione da parte di un velista, di un'offerta di denaro, di qualcosa che vale denaro, di remunerazione, di onorario, di donazione, di gratifiche, di qualsiasi beneficio finanziario derivante sia direttamente che indirettamente o di compenso sotto qualsiasi forma sia esso ricevuto da lui stesso o da un associato"

Insomma quello che ti vogliamo dire è:

1) Se sei un gruppo 1 fasullo:
Se sei così bravo da farti pagare per andare in barca a vela, fai l'uomo, tira fuori le palle e riclassificati come 3.

2) Se sei un gruppo 1 vero:
Solleva il problema, fai attività di sensibilizzazione nel tuo piccolo, sii pronto a protestare. Se invece scegli il silenzio devi smettere di lamentarti.

Repetita Iuvant


The ISAF Sailor Classification Commission is pleased to announce that it will be holding a presentation and panel discussion at next week's Acura Key West 2009.
The event is titled 'ISAF Classification: Facts and Myths', and is scheduled for Tuesday 20 January from 17:00-18:00 local time in the event's main tent.
Attendance is open to all sailors, organizers, Jury members, class administrators, media, and all others interested in the structure and use of the ISAF Sailor Classification Code.
The Commission is responsible for developing and managing the ISAF Classification Code, which classifies sailors into three Groups: Group 1, Group 2 and Group 3. This classification scheme, introduced in April, 2001, is in use throughout the world by dozens of classes and events to help shape the basis by which they may wish to adhere to Corinthian standards of competition.
The system is accessible to all on the ISAF website, is free of charge, and currently has some 18,000 sailors with a valid classification. Events as varied as the Rolex Commodore's Cup, the Newport-Bermuda Race and Cork Week use the Code, as well as classes stretching in size from J/80s to Swan 45s.
The initial focus of the Commission has been on achieving effective processes and a good understanding of the Code amongst sailors and race officials. As announced at the 2007 ISAF Annual Conference in Estoril, the Commission now feels the time is right to consult with all classes and event organisers who are using the Code in order to establish whether there is a consensus for significant changes to its definitions and use.
In 2008 the Commission consulted widely with event organizers and classes, and in 2009 will continue to attend major events and class championships to get valuable feedback as well as develop a better understanding of the Code and the benefits it can offer. The Commission has also developed a set of guidance notes that will be made available to all classes that use the Code as well as event organisers and all ISAF Race Officials.
There is no better place than the Acura Key West to get feedback on the Code and the work of the Commission. With impressive international talent, exciting new designs, and the latest in performance technology, world class racing will take centre-stage on all divisions daily from 19-23 January.
Now in its 22nd year, this event has also long been one of the sailing calendar's premier inshore regattas for many of the principle users of the Code: the Farr 40, Swan 42, Farr 30, Melges 32, Melges 24, J/109, J/105 and J/80 classes have all had a strong presence in Key West. Representing these classes on the panel will be Phil LOTZ of the Swan 42s, Jim RICHARDSON from the Farr 40s, Jeff ECKLUND of the Melges 32s, Bee BENDAR of the J/105s, Travis WEISLEDER of the Melges 24s, and noted sailing commentator Gary JOBSON.

martedì 18 novembre 2008

E tu, che gruppo sei?



Giorgio (nella foto in alto, uno stupendo scatto che pubblichiamo grazie ad una courtesy dello Studio Pacio art and fun) non se la prenderà se lo utilizziamo come spunto ;-)
Giorgio Tortarolo un famoso velista italiano conosciuto anche in campo internazionale ha regatato per anni con una classificazione ISAF di gruppo 1.
Dato che le sua attività professionale è strettamente legata al mondo della vela in molti abbiamo pensato che ciò non fosse giusto e che avrebbe dovuto essere almeno un gruppo 2 se non un 3.
La discussione è terminata prima del Mondiale Melges 24 di quest'anno quando Giorgio, dopo un lungo colloquio con un delegato, ha deciso si riclassificarsi come gruppo 3.
Problema risolto?
Ma neanche per sogno, la situazione non è cambiata per nulla e paradossalmente questa decisione è stata sì giusta, ma anche penalizzante per Giorgio che avrà avuto difficoltà a competere in tutte quelle classi in cui si limita la presenza di gruppi 3 a bordo.
Abbiamo un gruppo 1 "fasullo" in meno ma ne sono rimasti centinaia in giro per il mondo, perchè il problema non è certo solo italiano.
Al di là della mala o buona fede di ognuno è chiaro che la regola di classifcazione ISAF e i controlli che la stessa mette in campo sono obsoleti e non funzionano.
Adesso Vela, che è diversa da tutti, vuole conoscere il tuo parere in merito.
La domanda è:

Quali sono i parametri che suggeriresti all'ISAF per istituire un sistema di classificazione che abbia attinenza con la realtà?

se la preferite più pane e salame:

In base a cosa l'ISAF dovrebbe differenziare professionisti ed amatori?

Siate costruttivi, se produciamo qualcosa di sensato non escludiamo di sottoporre all'ISAF stessa una pseudo petizione made in Adesso Vela.

p.s.: non perdete tempo con liste di indiziati, colpevoli e condannati. Non ce ne frega nulla, noi miriamo al bersaglio grosso, vogliamo una regola suggerita dai Bloggers di Adesso Vela ...
Difficile metterci il sale sulla cosa eh? ;-)


Hopefully Giorgio (photo above, a courtesy of Pacio's art and fun Studio) will not complain if we use him as an exemple.
Giorgio Tortarolo, a well known italian sailor and a friend of us, has raced for many years with an ISAF Group 1 classification on different boats.
Considering that his main professional activity is strictly linked to sailing many of us were convinced that he had to re qualify and become at least a group 2 if not a group 3.
The discussion ended last year at the Melges 24 World Championship where, after an interview with a delegate, he decided to re enter his classification as a group 3.
Problem solved?
Not at all, not many sailors have followed Giorgio and, as a paradox, he has been penalized by that not beeing able to sail in one design classes that are limiting tne number of group 3 on board.
Now if it's clear that there are hundreds of fake group 1 around the world it's also to be said that the ISAF ruling does not work and it's obsolete.
Adesso Vela which is a unique animal wants to know what you think.

The question is:

Which parameters the ISAF should put in place to create a better classification system that can worl effectively these days?

If you like our wording to be more more bread and butter:

How the ISAF organization should differentiate pros and amateurs?

We will warmly welcome any foreign suggestion, spread the word ...

mercoledì 27 agosto 2008

La lettera aperta dei Sibello



Dopo averne parlato ci sembrava giusto riportare la lettera aperta dei fratelli Sibello pubblicata oggi sul sito della Federazione Italiana Vela.
La foto è una courtesy di Carlo Borlenghi e della FIV

“Restiamo sconcertati: perché non affidarsi alle regole, visto che esistono?”. Quando le regole fanno pardere: la vicenda di Dorando Petri. In allegato la decisone CAS integrale
Abbiamo letto le motivazioni della sentenza del TAS del 23 ago 2008, rimaniamo sconcertati da come risulti lampante che, nonostante siano state violate numerose regole, la giuria abbia palesemente favorito l’equipaggio Danese addirittura nel nome dello SPIRITO SPORTIVO ED OLIMPICO.
Ma andiamo per ordine;
sono state ignorate tre regole presenti nell’ Olympic Measurement regulations :
ogni imbarcazione deve portare sullo scafo e sulla vela le insegne (lettere e bandiera) della propria nazione;
è stato richiesto agli equipaggi di montare sull’imbarcazione una telecamera del peso di circa 3Kg (tutte le imbarcazioni hanno portato a bordo la stessa struttura dell’ identico peso);
dalle ore 19,00 della sera precedente alla MEDAL RACE, tutte le dieci barche qualificate sono obbligate ad entrare in una zona chiusa non accessibile chiamata area di quarantena, a disposizione per qualsiasi controllo di stazza.
La penalità o la squalifica per l’infrazione di queste regole non è automatica ma è a discrezione della giuria.
La stessa giuria ha motivato la non squalifica in questo modo:
l’equipaggio Danese non ha ottenuto alcun vantaggio competitivo a regatare con le insegne Croate, gli equipaggi Spagnoli e Italiani non hanno avuto alcun svantaggio. Le insegne nazionali servono solamente per il pubblico e per i media.
Noi abbiamo sviluppato la strategia in un certo modo non vedendo i Danesi alla partenza, durante la regata abbiamo visto la barca Croata in lontananza, abbiamo considerato che fossero i Croati usciti per assistere alla regata, non avremmo mai potuto immaginare che a bordo ci fosse l’equipaggio Danese. Il comitato di regata era a conoscenza del cambio di barca ben 15 minuti prima della partenza, perché non ha avvertito i rimanenti nove equipaggi? Dov’è lo spirito sportivo e Olimpico?
La giuria ha poi sentenziato che i Danesi non hanno avuto alcun vantaggio a non montare la telecamera, nelle particolari circostanze 3Kg in meno rispetto a tutta la flotta sono irrilevanti, anzi i poveri Danesi hanno dovuto regatare con una barca armata per un altro equipaggio e regolata per altre condizioni.
Il medesimo giudizio è stato ribadito per quanto riguarda la quarantena, non c’è stato alcun vantaggio, le barche sono tutte uguali, l’imbarcazione Croata è stata controllata e ritenuta ok nonostante abbia passato la notte fuori dalla zona, allora perché siamo obbligati a posizionare le nostre barche nell’area di quarantena?
Non finisce qui, nel regolamento della classe 49er esiste una chiara regola che indica che in caso di rotture è consentito sostituire solamente ed unicamente l’equipaggiamento danneggiato.
È una regola fondamentale, non interpretabile e certamente non discrezionale come quelle precedentemente menzionate.
Anche in questo caso la giuria ha emesso la sua interpretazione pur ammettendo la violazione, dicendo testualmente che questa regola va interpretata per le specifiche circostanze e che bisogna prendere atto dei principi generali della competizione sportiva; ma queste belle parole non sono menzionate in alcuna regola!
Aggiungono poi che i Danesi non avevano tempo per sostituire il materiale danneggiato, ma l’unico modo per adempiere al punto 19.7 delle istruzioni di regata era quello di sostituire in blocco l’intera imbarcazione. (il punto 19.7 dice che una barca qualificata alla MEDAL RACE deve fare un genuino sforzo per partecipare alla MEDAL RACE stessa, ma questa regolina è stata inserita per obbligare ad esempio equipaggi già matematicamente vincitori a regatare ugualmente nel rispetto degli alti equipaggi ancora in lotta o per obbligare equipaggi fuori dai primi posti a regatare al meglio per non falsare i risultati).
Per rispettare questo punto delle istruzioni di regata i Danesi hanno infranto altre regole, nessuno ha considerato poi che la rottura del’ albero non è stata causata da terzi, bensì a causa di una loro imperizia, nonostante ciò sono stati aiutati in tutti i modi per poter partire in tempo, usufruendo di una barca già pronta nel porto quando è espressamente vietato tenere all’interno del porto Olimpico uno scafo di riserva.
La giuria aggiunge :
valutando il fatto che nella classe 49er le imbarcazioni sono virtualmente identiche, bisogna considerare che la competizione sia solo fra equipaggi e non fra costruttori di barche, è stato corretto dare la possibilità all’equipaggio che sportivamente ha dominato la regata fino a quel momento di giocarsi la medaglia in acqua e non in un aula di giuria.
Hanno infine anche elogiato i Croati dicendo che sono stati un esempio di SPIRITO OLIMPICO quando hanno deciso di prestare la barca ai colleghi Danesi.
Ci domandiamo per quale motivo esistano innumerevoli regole nella vela Olimpica, quando possono essere così facilmente calpestate a vantaggio dello SPIRITO OLIMPICO.
Ma questo SPIRITO SPORTIVO ED OLIMPICO vale solo per i Danesi?
Lo stesso spirito di lealtà sportiva sarebbe dovuto valere per tutti ed in particolar modo per i cinque equipaggi che nella finale Olimpica si giocavano le medaglie.
Sarebbe meglio affidarsi solo alle regole dal momento che esistono.
La storia Olimpica è ricca di esempi in cui grandi imprese sportive sono state messe da parte per il rispetto delle regole.
Noi italiani ricordiamo l’impresa di Dorando Pietri, piccolo Italiano dal cuore grande, che durante la maratona delle Olimpiadi di Londra nel 1908 surclassò ogni avversario ed entrò nello stadio ormai vincitore, ma a pochi metri dall’arrivo le forze lo abbandonarono e cadde al suolo.
Gli ufficiali di gara lo aiutarono a rialzarsi e lui tagliò il filo di lana, ma fu squalificato in un istante (l’aiuto ricevuto non era permesso), la Regina d’Inghilterra volle ringraziare il nostro atleta per le emozioni ricevute e lo premiò personalmente con una copia della coppa che andò al vincitore, ma non poté restituirgli l’oro Olimpico che perse quando cadde…

Gianfranco e Pietro Sibello

giovedì 1 maggio 2008

Cagliari Training Day



Almeno 30 barche in mare già oggi per la giornata di allenamento.
Una termica tra gli 8 e i 10 nodi è bastata per provare il campo di regata che, differentemente dal solito, non sarà davanti al Poetto ma vicino all'uscita del porto.
Un'incognita in più per chi vorrà vincere questo Campionato Italiano grandi firme.
La giornata è stata di quelle che ti fanno essere contento di andare a vela:
sole, delfini a pochi metri dai Melges e addirittura volo di fenicotteri rosa.
Brusco risveglio al rientro per molti equipaggi alle prese con la stazza delle vele.
Non sono state riconosciute le vele stazzate secondo la regola "in house registration" perchè non misurate da stazzatore autorizzato dalla classe.
Si parla fondamentalmente di Ullmann e North USA che portavano la firma dei velai Pablo Soldano e Vince Brun.
Per gli equipaggi involontariamente coinvolti si procederà a misurazioni ex novo domattina, cosa che ha causato più di qualche nervosismo in banchina.
Stiamo diventando sempre più complicati.
Start prova 1 domani ore 12, se si alza la termica si va subito per farne 3.

martedì 22 aprile 2008




Con il chiaro scopo di calmierare i costi sono molte le classi che hanno introdotto una regola per limitare il numero di vele da usare ogni stagione.
Pensiamo ai Mumm 30 ma anche ai Farr 40.
Se poi anche gli sciccosissimi e costosissimi TP 52 hanno introdotto un numero massimo di "bottoni" il problema deve essere sentito.
I Melges 32 partono subito così, mentre del 20 nulla si sa ancora.
Noi dei 24 siamo liberi, il che si traduce, sopratutto, in fiocchi a GO GO.
L'avvento del kevlar infatti non ha garantito una durata superiore delle vele (anzi...), le vele che sembrano durare di più sembrano le rande in dacron.
Ma se mettessimo dei bei bottoncini pure noi?
Che so, fateci pensare....
Ecco per noi 6 a stagione sarebbe l'ideale.
Voi che dite?

venerdì 18 aprile 2008



Una lezione di storia su adessovela.blogspot.com?
Mai!
Partiamo solamente un pò da lontano per comunicare un'esigenza sentita.
Esigenza che ci ha portato ad implementare una nuova funzione sul ns. blog.
Catone il Censore, nome completo Marco Porcio Catone, fu chiamato con l'appellativo "Censore" proprio per la sua attività di vigilante della Morale Romana, sempre più corrotta dalle dinamiche dei giochi di potere.
Cosa c'entra?
Seguiteci:
Il nostro blog è, come tutti gli altri, uno spazio sul web dove poter raccontare storie, esperienze e pensieri, in pratica una specie di diario online che chiunque può creare, gestire e condividere con il mondo intero.
L’aspetto di un blog, a prescindere dalla grafica, è quello di un elenco cronologico di articoli, spesso aggiornato giornalmente o quasi.
E' inoltre un ambiente dove anche i lettori possono esprimersi, commentando liberamente gli articoli pubblicati.
Quest’ultimo è uno degli aspetti più interessanti dei blog, che li colloca a metà strada fra i normali siti web e i forum di discussione e che spesso li trasforma in vivaci luoghi di aggregazione di navigatori con interessi comuni.
Ora Adesso Vela è diventato nell'ultimo periodo un blog a medio flusso, abbiamo in media 200 visitatori giornalieri e la sensazione che, se continuiamo così, questo numero non potrà che aumentare.
La partecipazione alla discussione rispetto agli inizi di tre mesi fa è molto aumentata e ne siamo contenti.
Di pari passo, come prevedibile, sono aumentati gli interventi di tutta una serie di buontemponi che più che portare il loro contributo denigrano, solo per il gusto di farlo, contenuti, protagonisti e in generale tutti i bloggers di Adesso Vela.
Quanto accade ci ha fatto registrare, oltre ai complimenti di cui ringraziamo, anche qualche lamentela.
Per noi il punto di partenza è sempre lo stesso e cioè che ogni messaggio esprime esclusivamente il punto di vista del suo autore e non il punto di vista degli amministratori del blog o di chi lo frequenta ma crediamo sia un ns. diritto quello di modificare o chiudere ogni commento ogni volta che lo riteniamo necessario.
Fino ad ora abbiamo utilizzato una blanda moderazione "a posteriori" riservandoci di cancellare quanto andava oltre.
La tempestività dell'azione è però legata al tempo che i moderatori possono dedicare al blog, se non sei tutto il giorno davanti al computer - e questo lo può fare solo il Lauro - sei sempre in ritardo.
Da oggi la moderazione è preventiva.
Ognuno di voi, purtroppo anche quelli che non lo meritano, vedranno pubblicato il loro commento solo dopo l'approvazione di Catone il Censore (il sottoscritto e il Lauro).
L'autorizzazione potrà essere inviata anche via palmare o blackberry, ci aspettiamo quindi ritardi minimi.
Perderemo ,forse, un pò di tempestività ma ne guadagneremo in brillantezza, educazione e costruttività della discussione.
Se poi qualche "anonimo" decide che non gli interessiamo più, meglio così.
Chiedo ai frequentatori più assidui (capogita, beppe, pelato, pdm) ma anche a quelli dell'ultim'ora di supportarci in questo passaggio e, sopratutto, di far sentire la loro voce a proposito.

martedì 15 aprile 2008


La regola corinthian non funziona, punto!
Sospetti, battute, malcontento.
Non funziona in Italia, i problemi si moltiplicano se poi arrivano equipaggi stranieri che la interpretano in modo ancora diverso.
Siccome i corinthian, o amatori se preferite, li vogliamo e ne vogliamo sempre di più per rafforzare la base della classe ecco la proposta di Adesso Vela, da considerarsi un suggerimento per il consiglio ed il presidente che verranno:
1) Ognuno di noi corre se ha una tessera FIV valida (sia nel circuito Volvo Cup che in tutti gli eventi riconosciuti dalla federazione).
2)Tale tessera è richiesta da ogni segreteria al momento della finalizzazione dell'iscrizione
3)Conseguentemente risulta (o risulterebbe) semplice creare un database che tenga conto degli eventi cui ogni singolo regatante partecipa.
4)Se hai regatato fino ad un massimo di 50 giornate in un anno sei un amatore, se ne hai regatate più di 50 corri per la classifica assoluta.
5)Nel caso dei Melges 24 tutti i membri dell'equipaggio devono sottostare a tale regola.
A noi sembra semplice.
Siamo dei visionari o degli illusi?
Il numero delle 50 giornate regatate è troppo basso o troppo restrittivo?
Considerate che se fai la Volvo Cup e il mondiale quest'anno di solo Melges sei a 24/25 giornate di regata.
Non risolviamo il problema degli stranieri, che dite li facciamo arrivare in Italia con una certificazione della loro federazione?
Complicato?
Facile da aggirare?
Dite la vostra...

martedì 18 marzo 2008


Pare che in vista dell'ormai imminente mondiale 2008 si stiano irrigidendo i controlli di stazza per la flotta dei Farr 40.
Le solite voci su chi è in regola e chi no.
Di sicuro qualche problema di rigido "one design" esiste considerando che il Farr 40 è stato costruito in questi anni da cantieri differenti.
Al solito i più chiacchierati sono i più veloci tra cui il recente vincitore dell'Acura Miami Grand Prix, e già campione del mondo, Barking Mad.
Guarda caso, come per il Melges 24, i dubbi si concentrano sul bulbo.
I controlli dovranno verificare se qualcuno lo abbia impercettibilmente spostato avanti o lo abbia appesantito aggiungendo piombo.
Pare che recentemente lo stazzatore di classe, Andrew Williams, si sia recato da Jones Boat Yard, cantiere che fa da base ai Farr 40 italiani.
Di questa visita non si sa nulla ....... per ora :-)

martedì 4 marzo 2008

Mentre noi finivamo a Scarlino gli RC 44 iniziavano a Dubai (noblesse oblige).
Il girone di match race è stato vinto da Spithill davanti a Sebastien Col (al timone di Hiroshi dell'amico Armando Giulietti che corre, come noi, per lo Yacht Club Milano) entrambi campioni del mondo di Melges 24.
La discussione sull'hiking nel Melges 24 è sempre viva, sono molti a pensare che sia troppo estremo e andrebbe limitato magari con draglie tese.
Troppa fatica, tanto dolore, fuori a bomba, fuori a bombarda, sempre a guardarsi i piedi, il timoniere di bolina è in barca da solo, bisogna usare la braga imbottita, si ma poi in barca non ti muovi più, gli amatori fanno difficoltà ecc. ecc.
L'RC 44 le draglie non le ha per niente e quindi l'hiking è libero.
Se guardate bene la foto in alto a confronto siamo veramente dei dilettanti.
Mah.... pare che gli armatori di RC siano alla ricerca di trapezisti del circo per completare l'equipaggio....
Insomma non lamentiamoci troppo, c'è il rischio di vedere la regata a testa in giu'!


lunedì 3 marzo 2008

Lo stucco è un barbatrucco!!

Forza ragazzi arriviamo a Porto Cervo puliti come dei bambini piccoli dopo il bagnetto.
Da Scarlino si torna anche sapendo che non si deve stuccare nulla in zona bulbo.
Chi lo ha fatto per fare in modo che le guide di teflon siano a livello della chiglia (evitando così qualsiasi scalino) è fuori stazza.
E' fuori stazza anche se ha semplicemente stuccato le viti presenti sul teflon stesso.
Noi, per curiosità, abbiamo buttato spesso l'occhio sotto la gru e di chiglie stuccate ne abbiamo viste parecchie.
Diciamo che non lo sapeva nessuno.
Ora, invece, lo sappiamo tutti!
Di certo non è lì che si fa la differenza ma proprio per questo perchè perderci la faccia??

giovedì 31 gennaio 2008


Ve lo ricordate il post bungee jumping di qualche tempo fa?
Bè se vi capita andatelo a rileggere.
Finalmente se ne sono accorti anche quelli della classe.
Ecco una libera traduzione di quanto appena pubblicato su melges24.com.
"sembrerebbe che a Key West qualcuno non abbia letto la regola riguardante la chiusura di sicurezza a poppa (quel qualcuno è fotografato sorridente sul nostro blog ndr). Ecco la nuova regola c.3.9 la cima di sicurezza che collega i pulpiti di poppa deve essere chiusa in regata. Deve essere una cima in unico pezzo e fissata ai pulpiti con ganci di qualsiasi tipo. Quando in trazione la distanza dal punto di massima deflessione alla linea retta ideale che congiunge i due pulpiti poppieri non deve superare i 75mm. Nelle prossime regate verranno effettuate verifiche su questo punto quindi verificate di essere in regola" .
Che qualcuno abbia letto il nostro post e preso spunto?
Adessovela, nei Melges 24, come "Striscia la Notizia"?
I soliti megalomani.....

martedì 22 gennaio 2008

Bungee Jumping in KW

In attesa delle regate un altro scatto rubato a Key West:
Bella planata ma ..... non è che lo scottino di sicurezza, quello che unisce in regata i due pulpiti poppieri, è un pò troppo elastico??
Date un occhio alla foto, cliccandoci sopra otterrete un buon ingrandimento.
E per fortuna che hanno appena modificato la regola proprio perchè alcuni usavano dei veri e propri elastici per sporgersi a bombarda.
Ma le regole valgono solo da noi?

p.s.: La Jap non è male

mercoledì 16 gennaio 2008

Ridicoli

Si proprio ridicoli.
Un'altra delle modifiche al regolamento, quella relativa ai fondocorsa vele da montare su albero e boma, va a farsi benedire fino a nuova comunicazione.
Non ci credete?
La motivazione è fantastica: regola sospesa perchè i fondocorsa non sono disponibili da parte del produttore e qualsiasi modifica artigianale comporterebbe dei rischi per albero e boma.... incredibile!!
E pensare che queste modifiche tanto attese, oltre al rispetto delle regole che ci sono da tempo, dovevano dare nuova linfa al concetto di one design applicato al Melges.
Ma d'altronde se non ci sono le dime cosa ce ne frega di fondocorsa e fiocchi con la zip??