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mercoledì 9 dicembre 2009



Grazie all'amico Alan di Sailing Anarchy siamo in gradi di pubblicare il video dell'incidente già raccontato nel post sotto.
Impressionante il casino innescatosi alla boa.
Per fortuna che era una bella giornata di sole ...

Thanks to our friend Alan from Sailing Anarchy you can see in the video what happened to the Melges 32 fleet during a wild downwind at the Gold Cup 2009.
At least it was a sunny day ...

lunedì 4 maggio 2009

Pix of the week



La pix of the week arriva direttamente da Sailing Anarchy .
Ok non è nosta abitudine pescare in giro ma questa era troppo bella per non stare stare su Adesso Vela.
Abbiamo anche imparato che lo scatto è frutto di una tecnica chiamata HDR (High Dynamic Range).
Per gli incontentabili abbiamo allegato una breve descrizione della HDR che abbiamo trovato su Wikipedia.
Divertitevi a provarci ;-)
Nel frattempo noi diciamo bravo all'autore dello scatto, John A. Macy, nickname per gli amici New Hobby.

In image processing, computer graphics, and photography, high dynamic range imaging (HDRI or just HDR) is a set of techniques that allows a greater dynamic range of luminances between light and dark areas of a scene than normal digital imaging techniques. The intention of HDRI is to accurately represent the wide range of intensity levels found in real scenes ranging from direct sunlight to shadows.

High dynamic range imaging was originally developed in the 1930s and 1940s by Charles Wyckoff. Wyckoff's detailed pictures of nuclear explosions appeared on the cover of Life magazine in the mid 1940s. The process of tone mapping together with bracketed exposures of normal digital images, giving the end result a high, often exaggerated dynamic range, was first reported in 1993,[1] and resulted in a mathematical theory of differently exposed pictures of the same subject matter that was published in 1995 by Steve Mann and Rosalind Picard.[2] In 1997 this technique of combining several differently exposed images to produce a single HDR image was presented to the computer graphics community by Paul Debevec.

This method was developed to produce a high dynamic range image from a set of photographs taken with a range of exposures. With the rising popularity of digital cameras and easy-to-use desktop software, the term HDR is now popularly used[3] to refer to this process. This composite technique is different from (and may be of lesser or greater quality than) the production of an image from a single exposure of a sensor that has a native high dynamic range. Tone mapping is also used to display HDR images on devices with a low native dynamic range, such as a computer screen.

venerdì 23 gennaio 2009

Vincenzo a tutto tondo



Un pimpante Vincenzo Onorato ci parla un pò di tutto.
Del suo modo di intendere la vela, della sua passione per il Farr 40 ma anche dell'imminente debutto sul Melges 32 (Primo Cup).
Come poi non chiedergli qualcosa sulla Coppa America?
L'intervista è di Mr. Clean di Sailing Anarchy che, sembra, abbia fatto ancora una volta la differenza a Key West con i suoi, "on the water" report.

A brilliant Vincenzo Onorato talks about sailing at 360 degrees.
His passion for the Farr 40 but even his close debut on the Melges 32 (Primo Cup 2009) and, of course, his thoughts about the America's Cup.
The interview is on Adesso Vela thanks to Mr. Clean from Sailing Anarchy that seems to have made the difference again in Key West with his "on the water" reports.

mercoledì 21 gennaio 2009

Triplette a Key West



In una giornata che Adrian Stead, tattico di Mascalzone Latino, ha definito "windy and shifty" si portano a casa altre due prove.
Nelle tre classi che seguiamo ci sono tre armi che riescono nella difficile impresa di mettere nel paniere 3 primi su 4 prove disputate.
Sono Uka Uka nei Melges 24 (impressionante il dominio tricolore in questa classe), Star nei Melges 32 e l'inossidabile Mascalzone Latino nel Farr 40 che non rallenta nemmeno con parte dell'equipaggio titolare a terra influenzato.
Se continuano così diventa dura per tutti.

Buona la regolarità di Riccardo Simoneschi e la rimonta di Bitipi di Savino Formentini che passa Calvi Network di Carlo Alberini (5 e 6 nei Melges 32).
L'armata di Joe Fly può ancora riempire la buca scavata dai fuggitivi in entrambe le classi ma serve un contrattacco deciso.
Domani?

Classifiche

Melges 24
1 43 UKA UKA Racing Lorenzo Bressani Civitanova Marc, ITA 1 1 5 1- 8
2 16 Blu Moon Franco Rossini Lugano, SUI 4 2 2 2- 10
3 42 Giacomel Audi RiccardoSimoneschi Genova, ITA 6 5 4 3- 18
4 39 Joe Fly Maspero/Zandona Como, ITA 10 3 3 4- 20
5 22 WTF Alan Field Marina del Rey, CA 13 4 1 6- 24
6 18 Bailout Vincent Brun San Diego, CA 2 6 14 5- 27
7 33 Full Throttle Brian Porter Lake Geneva, WI 5 8 8 7- 28

Melges 32
1 32 Star Jeff Ecklund Ft Lauderdale, FL 1 1 10 1- 13
2 84 Red Joe Woods Torbay, GBR 2 8 3 5- 18
3 76 Banshee Derek Campbell Seattle, WA 4 2 1 15- 22
4 72 Argo Jason Carroll Larchmont, NY 3 13 5 4- 25
5 86 Bitipi Savino Formentini YCS, ITA 17 3 8 2- 30
6 81 Calvi Network Carlo Alberini Pesaro, ITA 8 5 13 6- 32
7 73 New Wave Michael Carroll Clearwater, FL 13 10 2 9- 34

Farr 40
1 ITA 1 Mascalzone Lat. Vincenzo Onorato Napoli, ITA 1 1 2 1- 5
2 50955 Barking Mad James Richardson Newport, RI 2 4 3 2- 11
3 1805 Joe Fly Giovanni Maspero Como, ITA 3 2 5 9- 19
4 60059 Plenty Alex Roepers Newport, RI 4 7 1 10- 22
5 2 Goombay Smash Doug Douglass Newport, RI 11 3 6 3- 23





both videos are a courtesy of Sailing Anarchy

martedì 2 settembre 2008


Come anticipato alcuni velisti americani hanno avuto modo di provare l'ormai famoso Melges 20 nella baia di San Francisco.
Ai primi test ha partecipato attivamente Sailing Anarchy che ha pubblicato un report sulle prove in mare.
Qui su Adesso Vela più che una vera e propria traduzione cerchiamo di riportare quanto emerso:

Melges Performance Sailboats ha portato in prova 2 imbarcazioni.
Identiche in tutto tranne che nell'armo, un dei Melges 20 era equipaggiato in maniera più potente (albero maggiorato di 60/70 cm) allo scopo di verificarne le reazioni con più tela.
L'armo definitivo per le barche di prossima consegna, e quindi quello della classe one design, sarà la versione più corta.
Condizioni della prova vento tra gli 8 e 14 nodi di reale, onda poco formata.
Seppur sia immediatamente riconoscibile il tratto di Reichel e Pugh, e l'ormai immancabile scafo a spigolo nella parte poppiera, la barca risulta in proporzione più alta di bordo libero rispetto ai fratelli maggiori.
Questo Melges, seppur di soli 20 piedi, è risultato essere molto meno bagnato di quanto si potesse immaginare.



Altre differenze filosofali rispetto al 24 ed al 32 sono l'assenza della "cabina" e gli elementi che impediscono l'hiking (due minicandelieri piazzati agli estremi anteriori e posteriori del pozzetto uniti da una comoda draglia imbottita).
Questa impossibilità di "pucciare" ci sembra uno dei punti di forza, ricordiamo che l'hiking sopratutto sul Melges 24 è ormai diventato "selvaggio" ed è oggetto di discussione da almeno un paio d'anni.
Si conferma quindi l'idea originale del cantiere di creare un'imbarcazione meno estrema e sicuramente più "easy to sail".



Il vang "rovescio" (vedi foto sopra) contribuisce a lasciare completamente libera la parte anteriore del pozzetto.
Il cantiere costruttore, che ricordiamo essere McConaghy Boats, non si occupa del solo scafo ma realizza anche albero, bompresso e bulbo.
L'idea di avere un unico fornitore che controlla la produzione dei diversi elementi dovrebbe rendere più semplice la produzione iniziale in grande quantità.
Si prevede insomma una veloce diffusione (30 gli ordini ricevuti ad oggi da Melges), sono 4 i Melges 20 che trovano spazio all'interno di un container a tutto vantaggio della logistica.





Attrezzatura di coperta completamente Harken con tamburo del rollafiocco nell'apposito scasso di prua.
Onestamente non sappiamo se il sistema doppia rotaia + arridatoi sia un sistema per appruare o appoppare l'albero o sia una caratteristica di questi primi due esemplari che, lo ricordiamo, sono destinati esclusivamente ai test.
Le prime impressioni di navigazione sono molto buone, presto per parlare di velocità anche perchè questi Melges 20 erano privi di strumentazione ma meno sofferenza del previsto in bolina e grande divertimento (che per chi conosce il Melges) è scontato alle portanti.
Rimane da chiarire il punto (fondamentale) relativo al peso dell'equipaggio che dai primi comunicati stampa e dal sito istituzionale risulta essere libero mentre Sailing Anarchy parla di 550 libbre, cioè a dire 250 Kg circa.
Chiaramente le regole di classe sono ancora in via di definizione.
Sailing Anarchy che non è certo tenero nei giudizi ha è ,in generale, estremamente positivo sul Melges 20 sia in termini di qualità della costruzione che per la performance a vela.
Sono stati meno contenti della quotazione di circa 50.000 dollari per una barca completa (barca + carrello + vele + scottame), stiamo infatti parlando sempre di un'imbarcazione da 20 piedi.
Noi di Adesso Vela siamo abituati a vedere prezzi sempre più alti rispetto alle aspettative comuni ma siamo certi che a 35.000/38.000 Euro (magari con le vele) potrebbe essere un successo.
Le prossime prove in mare sono previste per Torbole, un severissimo equipaggio made in Adesso Vela è già pronto per il test drive.
Chiaramente il nostro report farà impallidire quello di Mr. Clean di Sailing Anarchy.
Scusate quasi dimenticavamo:
Bolina



Poppa





Dura starci dietro ;-)
As always stay tuned on Adesso Vela

venerdì 30 maggio 2008

Ma quanti siete???


In attesa di notizie dalla lussuosa banchina...ci segnalano una curiosa foto che troneggia sul sito di Sailing Anarchy: la barca tedesca "Unsponsored" che conferma abbondantemente il record e soprattutto il livello delle presenze a Porto Cervo ;)

Arrrrrriviamooooo....