lunedì 29 dicembre 2008

Loki, un 60 piedi di Reichel Pugh, abbandonato in mare durante la Middle Sea Race 2007 e poi spiaggiato in Sicilia.
Loki, Reichel Pugh 60 feet, abandoned at sea during the 2007 Middle Sea Race.

Loki, il nuovo 63 piedi di Reichel Pugh, in gran forma alla Sydney Hobart 2008.
Perchè qui ad Adesso Vela ci piace vedere sempre il bicchiere mezzo pieno ;-)
Loki, the new 63 feet from Reichel Pugh, sailing in great shape at the 2008 Sydney Hobart.
Here at Adesso Vela we always like to see the bottle half full ;-)
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martedì 2 settembre 2008

Come anticipato alcuni velisti americani hanno avuto modo di provare l'ormai famoso Melges 20 nella baia di San Francisco.
Ai primi test ha partecipato attivamente Sailing Anarchy che ha pubblicato un report sulle prove in mare.
Qui su Adesso Vela più che una vera e propria traduzione cerchiamo di riportare quanto emerso:
Melges Performance Sailboats ha portato in prova 2 imbarcazioni.
Identiche in tutto tranne che nell'armo, un dei Melges 20 era equipaggiato in maniera più potente (albero maggiorato di 60/70 cm) allo scopo di verificarne le reazioni con più tela.
L'armo definitivo per le barche di prossima consegna, e quindi quello della classe one design, sarà la versione più corta.
Condizioni della prova vento tra gli 8 e 14 nodi di reale, onda poco formata.
Seppur sia immediatamente riconoscibile il tratto di Reichel e Pugh, e l'ormai immancabile scafo a spigolo nella parte poppiera, la barca risulta in proporzione più alta di bordo libero rispetto ai fratelli maggiori.
Questo Melges, seppur di soli 20 piedi, è risultato essere molto meno bagnato di quanto si potesse immaginare.
Altre differenze filosofali rispetto al 24 ed al 32 sono l'assenza della "cabina" e gli elementi che impediscono l'hiking (due minicandelieri piazzati agli estremi anteriori e posteriori del pozzetto uniti da una comoda draglia imbottita).
Questa impossibilità di "pucciare" ci sembra uno dei punti di forza, ricordiamo che l'hiking sopratutto sul Melges 24 è ormai diventato "selvaggio" ed è oggetto di discussione da almeno un paio d'anni.
Si conferma quindi l'idea originale del cantiere di creare un'imbarcazione meno estrema e sicuramente più "easy to sail".

Il vang "rovescio" (vedi foto sopra) contribuisce a lasciare completamente libera la parte anteriore del pozzetto.
Il cantiere costruttore, che ricordiamo essere McConaghy Boats, non si occupa del solo scafo ma realizza anche albero, bompresso e bulbo.
L'idea di avere un unico fornitore che controlla la produzione dei diversi elementi dovrebbe rendere più semplice la produzione iniziale in grande quantità.
Si prevede insomma una veloce diffusione (30 gli ordini ricevuti ad oggi da Melges), sono 4 i Melges 20 che trovano spazio all'interno di un container a tutto vantaggio della logistica.

Attrezzatura di coperta completamente Harken con tamburo del rollafiocco nell'apposito scasso di prua.
Onestamente non sappiamo se il sistema doppia rotaia + arridatoi sia un sistema per appruare o appoppare l'albero o sia una caratteristica di questi primi due esemplari che, lo ricordiamo, sono destinati esclusivamente ai test.
Le prime impressioni di navigazione sono molto buone, presto per parlare di velocità anche perchè questi Melges 20 erano privi di strumentazione ma meno sofferenza del previsto in bolina e grande divertimento (che per chi conosce il Melges) è scontato alle portanti.
Rimane da chiarire il punto (fondamentale) relativo al peso dell'equipaggio che dai primi comunicati stampa e dal sito istituzionale risulta essere libero mentre Sailing Anarchy parla di 550 libbre, cioè a dire 250 Kg circa.
Chiaramente le regole di classe sono ancora in via di definizione.
Sailing Anarchy che non è certo tenero nei giudizi ha è ,in generale, estremamente positivo sul Melges 20 sia in termini di qualità della costruzione che per la performance a vela.
Sono stati meno contenti della quotazione di circa 50.000 dollari per una barca completa (barca + carrello + vele + scottame), stiamo infatti parlando sempre di un'imbarcazione da 20 piedi.
Noi di Adesso Vela siamo abituati a vedere prezzi sempre più alti rispetto alle aspettative comuni ma siamo certi che a 35.000/38.000 Euro (magari con le vele) potrebbe essere un successo.
Le prossime prove in mare sono previste per Torbole, un severissimo equipaggio made in Adesso Vela è già pronto per il test drive.
Chiaramente il nostro report farà impallidire quello di Mr. Clean di Sailing Anarchy.
Scusate quasi dimenticavamo:
Bolina
Poppa
Dura starci dietro ;-)
As always stay tuned on Adesso Vela
Etichette: Melges 20, Reichel Pugh, Sailing Anarchy, Video
mercoledì 9 luglio 2008
Da un pò non si parla più del Melges 20, che tutti aspettiamo e che qualcuno ha già prenotato senza neppure sapere quanto costerà, pur di averla per primo e con il numero velico preferito. Grande lezione di marketing USA l'idea del sito con ordine anticipato on line!
Nel nostro blog avevamo intuìto quanto oggi viene ammesso da Melges Europe, lo sbarco oltre oceano dell'SB3 con conseguente elezione a "2008 Boat of the Year" ha obbligato Harry Melges ad una operazione di contenimento, una strategia di attesa focalizzata a deviare l'attenzione dalla diffusissima barca inglese.
Prima il sito con i disegni, Reichel-Pugh è il top, e poi il cantiere costruttore, l'australiano Mc Conaghy nella sua appendice cinese, anche qui parliamo del massimo! Poi da Aprile il silenzio, sfumata la possibilità di una consegna estiva della barca, abbiamo raggiunto a Cala de Medici Federico Michetti, Melges Europe, per sapere come stanno le cose.
AV: E allora ' sto ventino?
FM: Il cantiere in Cina è stato molto concentrato sulla realizzazione di Green Team, Irish Volvo 70 (Reichel Pugh V70) barca che deve anche navigare ed essere ottimizzata per la prossima Ocean Race. Ma a giorni sforneranno i primi Melges 20 naviganti.
AV: Un pò di ritardo?
FM: Quando con Harry siamo partiti col sito e la commercializzazione lo abbiamo fatto anche per contrastare il boom SB3 in USA, in fondo da sempre Melges costruisce i monotipi di riferimento, bisognava far sapere che eravamo pronti con un progetto in grado di sbaragliare il mercato, come negli ultimi anni è stato per il Melges 24 ed è ora per il 32.
AV: E come sarà allora questo Melges 20?
FM: Il 14 luglio andiamo con Harry a Macao, abbiamo programmato 3-4 giorni di prove in mare per la messa a punto della barca. Ci sono molti particolari da risolvere, per esempio i "maniglioni" che impediscono di schienare troppo, saranno molto belli e forse verranno realizzati in carbonio. Gli alberi sicuramente saranno fatti dallo stesso cantiere, è una soluzione ottima per la monotipia.
Il mini-rollafiocco, che è un capolavoro di tecnica custom, sara' prodotto per noi dalla Harken.
AV: Ci farai delle foto in anteprima?
FM: Con piacere, appena arrivo a Macao le mando ad Adesso Vela!
AV: E dopo?
FM: Due barche voleranno negli Stati Uniti: i ragazzi del team Pegasus hanno il compito di collaudare e perfezionare ogni singolo componente. Barche leggere e con prestazioni del genere hanno bisogno di ingegnerizzazioni e controlli all'altezza. Sapete come lavora Melges...
AV: A quando la prima barca in Italia?
FM: Fine Agosto inizio Settembre dovremmo avere i primi esemplari in Italia, preferiamo lavorare bene piuttosto che in fretta. E' una barca che deve sbaragliare il mercato, prevediamo grandi numeri, deve essere perfetta!
AV: La vedremo a Tobole per la tappa Melges 24?
FM: Speriamo!
Etichette: Federico Michetti, Harry Melges, Mcconaghy, Melges 20, Reichel Pugh
martedì 4 dicembre 2007
Vi aspettavate parlassimo del 32?
E invece sempre controtendenza eccovi il 20 con tanto d'illustrazione del piano velico (che porta in dote una fichissima randa top square).
Matita prestigiosa come sempre (Reichel Pugh), nessun limite di peso, armo più semplice che mai e divieto di schienare alla morte.
La capacità planente, almeno dai disegni, sembra notevole.
In America è già partita la caccia alle prenotazioni.
In pratica compri la barca a scatola chiusa semplicemente vedendo i disegni.
Prezzo stimato 35.000 dollari che in Europa, quando ariverà, diventeranno per un cambio molto particolare almeno 35.000 euro.
Allora che ne dite?
Quel baraccone del Laser SB 3 fresco di riconoscimento ISAF deve preoccuparsi?
E i superstiti dell'UFO 22? E quelli dell'H22?
Insomma, come sempre, avanti con la discussione.
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