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lunedì 19 maggio 2008

Ogni giorno la grande Cina fa notizia, per le sue sciagure, per la sua economia sregolata, per la sua scorrettezza internazionale. Le Olimpiadi 2008 sono state nel loro complesso criticate sin da subito, prima perchè furono merce di scambio, e perchè ospitate da un paese in cui i diritti umani non sono rispettati, e ancora mille altri argomenti, non ultimo quello del Tibet.
Sono mille le polemiche in corso, c'è chi dice che non si debba andare, come se gli atleti dovessero rinunciare ad un evento sportivo per il quale si preparano per anni, pagando loro per gli errori dei politici; quei politici che adesso decidono di disertare la cerimonia di inaugurazione, scoprendo solo ora cosa bolle nella pentola del grande paese asiatico.
Restando in tema più strettamente velico quel che ci domandiamo è cosa succederà a Qingdao, sede dei giochi velici, a quanto ci raccontano gli amici derivisti un vero e proprio postaccio, senza vento, con nebbia ed inquinamento persistente e con nessuna tradizione velica, forse un'altra patacca cinese. Il rischio è che come già accaduto in tempi recenti, che la vela olimpica finisca per correre le sue gare più importanti in condizioni meteo-marine assolutamente inadatte alla verifica dei valori sportivi degli atleti. Gran belle strutture, alberghi nuovi, tecnologie da brivido ma in mare bonaccia bianca.
A quanto sembra l'Isaf non ha colpe per questa scelta, e sembra anzi che qualche giorno fa abbia supervisionato luoghi e strutture dando pieni voti a quanto fatto a Qingdao.
Dobbiamo fidarci?
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