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lunedì 19 ottobre 2009

Azzurra a Valencia




Valencia, Spagna. 16 Ottobre 2009.
In preparazione al Louis Vuitton Trophy, che si terrà a Nizza dal 7 al 22 Novembre, l'equipaggio del team Azzurra sta completando le sessioni di allenamento nelle acque di Valencia. Il team Italiano, nato dall'accordo tra lo Yacht Club Costa Smeralda e Giovanni Maspero, è arrivato a Valencia il 12 Ottobre dove sta mettendo a punto la preparazione alla regata. Guidato dallo skipper e timoniere Francesco Bruni, coadiuvato dal tattico Tommaso Chieffi, il team sta regatando a bordo di SWE63, l'imbarcazione di Victory Challenge alla 32esima Coppa America.
In questi ultimi giorni il team ha imparato a conoscere e prendere dimestichezza con l'imbarcazione, una versione 5 ACC, analoga a quelle fornite dall'organizzazione a Nizza. Hanno spirato prevalentemente brezze dai 10 ai 14 nodi in concomitanza di sole e cielo terso. Nella seconda metà della settimana, Azzurra ha disputato delle regate a match race contro il team Francese K-Challenge guidato da Sebastian Col e Jochen Schuemann.
Azzurra prende il nome dalla prima imbarcazione italiana che nel 1983, con il guidone dello Yacht Club Costa Smeralda, lanciò la propria sfida alla Coppa America, catalizzando l'attenzione dell'intera nazione. Azzurra arrivò terza nella Louis Vuitton Cup - le regate di qualificazione - a Newport, Rhode Island, e allo Yacht Club Costa Smeralda fu chiesto di partecipare come Challenger of Record durante la Coppa America del 1987 a Fremantle, in Australia. L'eredità di Azzurra comporta una grande responsabilità che il nuovo team, composto da velisti di grande esperienza e da giovani talenti italiani, è orgoglioso di affrontare.
"È un piacere vedere di nuovo in acqua il nome di Azzurra dopo un quarto di secolo.” commenta Chieffi, veterano di Coppa America. “Rappresentare un nome così importante sui campi di regata internazionali è un onore e una responsabilità. Le premesse sportive ci sono tutte. Giovanni Maspero ha raccolto un gruppo di ragazzi giovani, ma molto competenti e motivati. "
"Siamo molto contenti di questa nuova avventura e di avere la possibilità di allenarci intensamente prima della regata di Nizza. Personalmente essere lo skipper di un team che porta il nome di Azzurra mi riempie di gioia e di responsabilità. Io sono cresciuto con il mito di Azzurra ed è quindi per me un vero onore portare questa maglia", conferma Bruni. "I ragazzi dell’equipaggio si stanno comportando molto bene in queste giornate di allenamento. Riuscire a parlare italiano su una barca di Coppa America fa uno strano e bellissimo effetto".
Alessandra Sensini, team manager, eletta velista dell'anno 2008 dall'ISAF e prima donna ad aver vinto quattro medaglie olimpiche nella vela, è con l'equipaggio a Valencia: "Gli allenamenti stanno andando molto bene. La brezza di questi giorni ci ha permesso di sfruttare al massimo le ore trascorse in acqua. Il gruppo è molto unito. C’è un clima sereno e, al tempo stesso, di grande concentrazione e determinazione. Molti ragazzi avevano già fatto parte del team che ha gareggiato ad Auckland lo scorso febbraio nella Louis Vuitton Pacific Series, ed è grazie a questa precedente esperienza che qui a Valencia hanno dimostrato grande affiatamento e coordinazione sin dal primo giorno".

Riccardo Bonadeo, Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda e Presidente dell'attuale consorzio Azzurra, è stato inoltre il responsabile della sfida di Azzurra nel 1983. "Vedere questo team portare avanti il nome di Azzurra con così tanto entusiasmo e determinazione è emozionante. Abbiamo molta fiducia nella squadra e non vediamo l'ora di assistere alle regate di Nizza".
Otto squadre in rappresentanza di sette nazioni hanno confermato la propria partecipazione al Trofeo Louis Vuitton: Azzurra (ITA), BMW Oracle Racing (USA), Emirates Team New Zealand (NZL), K-Challenge (FRA), Swedish Challenge Artemis (SWE), Synergy Russian Sailing Team (RUS), Team Origin (GBR) e Team French Spirit (FRA). I match race si terranno a bordo di imbarcazioni identiche version 5 ACC fornite dall'organizzazione; due Round Robin sono previsti prima di procedere per le semifinali.
Lo Yacht Club Costa Smeralda è rinomato per l'organizzazione di eventi velici internazionali come la Maxi Rolex Cup, la Sardinia Cup e la Rolex Swan Cup e quest'anno ha portato a termine uno dei calendari più ricchi delle ultime stagioni: ha ospitato 12 regate, tra cui due campionati mondiali ISAF, i campionati mondiali Rolex Farr 40 e Audi Melges 32 più tre eventi dedicati ai superyacht - la Dubois Cup, la Regata Loro Piana Superyacht e la Perini Navi Cup - oltre alla 20esima edizione della Maxi Yacht Rolex Cup. Nel passato il Club ha promosso sfide internazionali come quella di Azzurra alla Coppa America nel 1983 e quella del motor yacht Destriero, che detiene il record dell'attraversamento atlantico del 1992. Lo Yacht Club Costa Smeralda è composto da oltre 500 Soci che, con i suoi colori, partecipano ai più importanti eventi velici del mondo.

L'equipaggio di Azzurra
Francesco Bruni – Skipper/Timoniere
Tommaso Chieffi – Tattico
Tom Burnham – Stratega
Bruno Zirilli – Navigatore
Daniele De Luca – Randista
Stefano Rizzi - Regolazioni del fiocco
Pierluigi De Felice – Regolazioni dello spinnaker
Gabriele Bruni – Regolazioni
Piero Romeo – Grinder volanti
Nicola Pilastro – Grinder randa
Massimo Galli – Grinder sinistra
Francesco Scalici – Grinder destra
Cristian Griggio – Drizzista
Luca Albarelli – Albero
Pietro Mantovani – Aiuto prodiere
Matteo Auguadro – Prodiere
Michele Cannoni – Aiuto Drizzista
Gabrio Zandonà - Preparatore atletico
Michele Gnutti – Riserva
Giuseppe Leonardi – Riserva

P.S. La foto che vi mostra un Giovanni Maspero d'antan, scovata nei meandri della rete, è una nostra iniziativa per dire che se tutto questo è in marcia è sopratutto merito suo, gli altri sono saliti in corsa e il loro contributo è atteso d'ora in poi...

lunedì 5 ottobre 2009

Indovina indovinello ...


... chi è al timone del battello??


Mascalzone Latino, il Coppa intendiamo, in allenamento a Valencia.
Ufficialmente è solo una sessione di tune up per ottimizzare e rendere velocisticamente il più simili possibile le barche che verranno usate per l'Act della Louis Vuitton Pacific Series, verosimilmente una buona occasione per togliersi la ruggine di dosso.
Qualche faccia a bordo si riconosce, qualcuna no.
La nostra curiosità è tutta per quel misterioso timoniere di spalle ....
Ma chi sarà mai?

Per quelli attenti ai particolari svelare il segreto sarà un gioco da ragazzi però un piccolo indizio ve lo diamo lo stesso:
E' uno che, come ogni tanto capita in Italia, INSPIEGABILMENTE non ha ancora avuto la sua chance nel giro di Coppa.
E dire che di consorzi ne abbiamo a bizzeffe ...

La foto, ennesima dimostrazione che Adesso Vela arriva ovunque, è una gentile concessione dell'Ing. Pecora

domenica 4 ottobre 2009

Pix del ritorno





Eccoci qua!
Joe Fly e lo Yacht Club Costa Smeralda dopo 26 anni danno una spolverata al nome più evocativo del movimento velico italiano.
In banchina la voce girava da tempo ed ai più arguti una dichiarazione del Commodoro Bonadeo durante la premiazione del Mondiale Melges 32 era sembrata un indizio in più.
Su il sipario ...

giovedì 5 febbraio 2009

Un Popolo di Navigatori




Ce la vedete voi la nazionale italiana di rugby battere gli All Blacks in trasferta?
Succederà ma non adesso.
Bè nella vela, invece, è successo.
Adesso!
Anzi ieri.
Damiani Italia Challenge su cui sventola orgogliosamente il tricolore sia in barca che, sopratutto, su TUTTI i passaporti dell'euipaggio batte gli "homeboys" di Team New Zealand .
Ma quanto sò belli 'sti 'uaglioni ??
Adesso Vela vi vuole bene ;-)


Alla prima occasione, Damiani Italia Challenge ha quadrato i conti con Emirates Team New Zealand, restituendo all’equipaggio di Dean Barker la sconfitta subita nel match d’apertura delle Louis Vuitton Pacific Series. Una vittoria che pur non assegnando punti – i successi contro i kiwi, qualificati di diritto per la finalissima, servono solo a risolvere eventuali parità – fa bene al morale e permette di iniziare le regate del secondo turno nel migliore dei modi.
Disputato con un vento compreso tra i 12 e i 15 nodi, il match ha visto gli equipaggi impegnati a bordo degli scafi neozelandesi. Una difficoltà in più per gli uomini di Vasco Vascotto che mai prima d’ora avevano avuto modo di regatare sulle imbarcazioni disegnate da Marcelino Botin.
Nonostante ciò, e nonostante la sorte avesse assegnato a Damiani Italia Challenge la più vecchia delle due imbarcazioni, il team italiano ha dimostrato una volta ancora di poter duellare alla pari con chiunque e si è buttato con decisione nel confronto.
Partiti mure a sinistra con Emirates Team New Zealand sottovento, il team del timoniere Francesco Bruni ha preso immediatamente la testa della regata grazie all’intuizione di Vasco Vascotto che, scegliendo la destra del campo di regata, ha permesso ai suoi di guadagnare il terreno sufficiente per impegnare l’avversario in un tacking duel – duello di virate - rivelatosi decisamente penalizzante per le sorti dell’equipaggio neozelandese.
Raggiunta la boa di bolina con 11 secondi di vantaggio, Damiani Italia Challenge ha amministrato la regata con determinazione, impedendo a Dean Barker di rientrare in gara.
Domani, a bordo di NZL-92, Damiani Italia Challenge sfiderà Alinghi, il detentore dell’America’s Cup che oggi ha inflitto è riuscito a porre fine all’imbattibilità di Team Origin.
Gabrio Zandonà, coach di Damiani Italia Challenge: “Siamo stati prima fortunati e poi bravi. Dopo la partenza i kiwi erano in posizione di leggero vantaggio, ma il primo salto a destra del vento ci ha dato i metri sufficienti per incrociare davanti a loro. Da quel momento, manovrando in modo efficiente e pulito, abbiamo respinto i loro tentativi. Determinante, durante la seconda bolina, è stata la scelta di Vasco di difendere la destra del campo, anche quando per geometria conveniva iniziare a proteggere la sinistra”.
Francesco Bruni, timoniere di Damiani Italia Challenge: “E’ stata una giornata bellissima. Abbiamo battuto i neozelandesi sulle loro barche, dopo essere entrati nel box di partenza con lo svantaggio delle mure a sinistra. Per noi si tratta della terza vittoria in cinque regate e non possiamo essere altro che soddisfatti”.
L’equipaggio di Damiani Italia Challenge era composto da: Matteo Auguadro (prodiere), Corrado Rossignoli (aiuto prodiere), Luca Albarelli (albero), Cristian Griggio (drizze), Francesco Scalicci (grinder), Massimo Galli (grinder), Stefano Rizzi (trimmer), Daniele De Luca (trimmer), Nicola Pilastro (grinder randa), Alberto Bolzan (traveller), Michele Paoletti (randista), Piero Romeo (grinder volanti), Michele Cannoni (volanti), Gabriele Bruni (volanti) Massimo Bortoletto (navigatore), Francesco Bruni (timoniere) e Vasco Vascotto (tattico/stretega). Diciottesimo uomo Andrea Cecchetti (presidente


At the first opportunity, Damiani Italy Challenge squares accounts with Emirates Team New Zealand, returning to Dean Barker’s crew the defeat suffered in the opening match of the Louis Vuitton Pacific Series. While not assigning points - success against the Kiwis, already qualified for the final, only serve to resolve any equality – this victory is good for the morale and makes it possible to start the second round of races in the best possible way. Sailed with a wind between 12 and 15 knots, the match saw the teams engaged on board the kiwi boats. Further difficult for Vasco Vascotto’s crew than before never had the opportunity to sail on boats designed by Marcelino Botin. Nevertheless, and despite the fate had assigned to Damiani Italy Challenge the oldest of the two boats, the Italian team has shown once more to dueling with everyone at par.
Start on the port tack with Emirates Team New Zealand downwind, the team of Francesco Bruni immediately took the lead thanks to Vasco Vascotto that choosing the right side of the race course. This choose has allowed it to gain enough to engage the kiwi in a tacking duel which penalized Emirates Team New Zealand ambitions. Reached the windward mark with 11 seconds advantage, Damiani Italy Challenge retained the leads with determination, preventing a return of Dean Barker. Tomorrow, aboard NZL-92, Italy Damiani Challenge will challenge Alinghi, the holder of the America's Cup that today defeat Team Origin.

domenica 1 febbraio 2009

La caduta degli Dei


Giornata di sorprese,  questa ventosa domenica di Auckland. Previste 4 prove come ogni giorno con partenze ravvicinate per evitare l’aumento del vento previsto dai meteorologi kiwi. Si parte con Damiani Italia Challenge contro i cugini d’oltralpe di K-Challenge. Partenza pari e patta, prima bolina al cardiopalma con una virata di Vascotto in lee bow diventata poi una virata sottovento a Col. Dal virtual la linea passa da blu a gialla e da gialla a blu, con una serie di virate  e un salto a sinistra che favorisce Bruni&Co. Girano la boa di bolina con due lunghezze sui galletti, ma la poppa non e’ meno emozionante. Le barche strambano e ingaggiano un luffing duel. Damiani rompe il braccio ma infligge una penalita’ ai francesi che dona loro confidence per affrontare i succesivi due lati. Vincono e si avvicinano sempre piu’ alla Gold Fleet. Il quasi derby Luna Rossa – Shosholooza non va in scena, si recupera domani. Certo come oggi avranno il coltello tra i denti a caccia del primo punto (avreste dovuto vedere le loro facce oggi al momento di salire in barca). Russel batte senza patemi il poco giallo China Team in una regata con poche emozioni. Ma la notizia di oggi  e’ la sconfitta bruciante dello squadrone di Alinghi. Ben Ainslie spinge oltre la linea Ed Baird costretto a rientrare e ad inseguire quello che al momento sembra essere il team piu’ in forma, Team Origin (inglese di bandiera e afterguard, ma kiwi inside). Good save the Queen.

sabato 31 gennaio 2009

Prima vittoria italiana


Bando alle ciance, proteste rientrate, regole ri-rispettate..veniamo alla mera cronaca della giornata. Perchè nell'emisfero boreale tra un po' vi svegliate e vorrete sapere i risultati, la mera cronaca.

Cominciamo dalle italiane: una sconfitta e una vittoria. Luna Rossa perde contro i robocop Alinghi e Damiani Italia Challenge vince contro il due volte campione del mondo di match race Ian Williams. Entrambi i match si decidono in partenza, bravo Checco Bruni a divincolarsi dall'inglesino col naso all'insù. E bravo - c'è bisogno di dirlo - ad Ed Baird per aver costretto il suo vice timoniere fino alla scorsa Coppa America, Peter Holmberg, a partire dietro il comitato con 15 secondi di ritardo. Un ritardo che è andato aumentando perchè il buon vecchio Brad Butterworth ha aperto il manuale del bravo match-racer ed ha seguito le regole. LR virava, Alinghi virava, LR strambava, Alinghi strambava. Quando è così, con in più le barche identiche, non è nemmeno divertente osservare. A meno che non ci si trovi su una meravigliosa collina che sembra una tribuna naturale sul golfo di Auraki (foto). E' North End, sopra Devonport, e qui i papà raccontavano ai loro piccoli di taking, lay lines, pre-starts e circlying...quando si dice che la vela qui è lo sport nazionale...
Gli altri match: Shosholooza dei nostri Tommaso e Paolo perde con la new entry greek Challenge timonata dal veterano Gavin Brady, e, come anticipato poco fa l'allievo Dean Barker ha battuto il maestro Russell Coutts, che - durante la conferenza stampa - ha elegantemente sorriso del suo invecchiare. Chi ci farebbe la firma?!

venerdì 30 gennaio 2009

A stare a testa in giù va il sangue alla testa...

Come sapete, le Louis Vuitton Pacific Series di Auckland si concluderanno con la finale tra il vincitore delle semifinali (che sarà determinato da 2 Round Robin e i Challenger Sail Off - simili ai Play Off nel calcio) e i padroni di casa di Emirates Team New Zealand.
I Kiwi di Dean Barker sono quindi dal giorno 1 già in finale, come fossero il Defender in Coppa America. Però per strani motivi, non ultimo che loro hanno organizzato l'evento e quindi possono deciderne le regole, partecipano al Round Robin 1 senza però accumulare punteggio (e in questo momento l'alunno Dean Barker sta dando un centinaio di metri al maestro Russell Coutts su BMW Oracle nel primo match del giorno 2). Questo fino a ieri sera, dopo la conclusione del match con Damiani Italia Challenge.
Da ieri sera invece, se ETNZ vince il match prende un punto. Il che non creerebbe problemi agli altri team del Pool A se vincesse (o perdesse, ma ormai non è più un opzione) tutti i match, ma questo non si può sapere a priori, e tantomeno si possono cambiare le regole a gioco iniziato.
Rifletti Dean, rifletti..

Touchè!


Effusioni Greche ad Auckland.
Alinghi non ha gradito, preliminari troppo rudi! ;-)

Greek effusions in Auckland.
Alinghi did not like it, foreplay too rude! ;-)

Dura vita agli antipodi


E' già il 30 gennaio a Auckland, è lo è già da diverse ore...

In acqua ci sono gli 'spolverati' e tirati fuori dall'armadio per l'occasione, ACC5, le immagini che arrivano dal campo di regata sul maxi schermo nel villagio Louis Vuitton Pacific Series sono quelle del golfo di Auraki e sullo sfondo c'è la Sky Tower. Su una delle barche poi si trovano i ragazzi grigio/bianco/rossi di Luna Rossa (che ahimè stanno tagliando la finish line 1'05'' dietro a Team Origin timonato dal caterpillar Ben Ainslie), la mente vola veloce al 2000, quando i 'nostri' ragazzi hanno portato a Punta Ala la Louis Vuitton Cup.
Ma non è il 2000 e non è la Louis Vuitton Cup, quella iniziata oggi è la Louis Vuitton Pacific Series, l'evento dell'anno dell'emisfero australe.
10 team per 4 barche Classe Coppa America messe a disposizione da BMW Oracle e dai padroni di casa Emirates Team New Zealand, sulle quali si alterneranno nei match quotidiani (4 previsti) gli equipaggi provenienti da 9 nazioni. L'Italia è ben rappresentata, sono due le squadre giunte fin quaggiù. Oltre a Luna Rossa, timonata da Peter Holmberg per l'occasione, c'è il neonato Damiani Italia Challenge (in fase di prepartenza contro i padroni di casa), formato dall'unione di Joe Fly di Giovanni Maspero - skipper Francesco Bruni, e Dabiu Sailing Project di Vasco Vascotto e Andrea Cecchetti. Ad Auckland lo skipper e tattico è Vasco Vascotto, al timone, dopo anni di 'panchina' su Luna Rossa, il palermitano Checco Bruni. Oggi è proprio Giovanni Maspero ad essere 18esimo uomo a bordo, ma per ora i neozelandesi, che stanno alla vela come il Brasile sta al calcio, non stanno lasciando molte speranze al giovane gruppo (finita a favore dei Kiwi per 22 secondi).
Le due squadre italiane sono ognuna in un gruppo diverso, quindi niente derby nei Round Robin 1, bisognerà attendere fino al 5 febbraio, se i risultati ottenuti li porteranno ad incontrarsi. Ma non c'è fretta e attenderemo. Anche dei risultati positivi per le squadre italiane, che nel primo giorno di regate registrano entrambe una sconfitta. Quel dommage!!

Prima di tornare nelle profondità marine, non vorrei dimenticare un team che batte bandiera sudafricana, ma composta da maggioranza di velisti italiani. Shosholooza di Capitan Sarno è timonata da Paolo Cian, alla tattica c'è Tommaso Chieffi e a bordo svariati ragazzi provenienti da Luna Rossa e Mascalzone Latino, siamo anche con loro.