martedì 4 novembre 2008

Let us start with a quick note, if you are coming to Adesso Vela from overseas or simply you are an English speaker we'd like to let you know that we care about you.
That's why you'll find the full interview with Sandro Montefusco translated in English.
Take a look at the upper left corner to have the English version of this post.
Special thanks to Valentina Telloli for the help.
E adesso sotto a chi tocca.
Sandro Montefusco su Adesso Vela,
Adesso Vela: Sandro volevamo fare quattro chiacchiere con te come velista e come velaio. Incominciamo dall'aspetto sportivo, anche se ci vorrebbe un libro ci racconti in 5 righe il tuo curriculum velico?
Quale consideri il successo più importante ottenuto nella tua carriera fino ad oggi?
Sandro: La mia prima barca è stata un Flying Junior con cui abbiamo regatato (io e mio fratello Paolo)fino a 18 anni ,conquistando un titolo mondiale juniores e un italiano.
In quello stesso anno(il lontano 1978) acquistavamo il primo 470.
Con il 470 abbiamo regatato fino alle olimpiadi di Barcellona nel 92,in questi anni abbiamo vinto mi pare 6 titoli italiani un europeo e due giochi del mediterraneo finendo due volte secondi e una volta terzi agli europei,una volta secondi al mondiale.
Il grosso rammarico è di aver fallito i due appuntamenti olimpici, soprattutto a Seoul 88 dove eravamo ben preparati e veloci e in quello stesso anno avevamo chiuso al secondo posto sia europeo che mondiale.Purtroppo un'ingenua e discutibile squalifica e una scuffia ci relegavano al settimo posto.
Ho riprovato ancora l'avventura olimpica nel quadriennio di Atene 2004 con Stefano Rizzi sul Tornado.
Purtroppo anche a causa del poco tempo dedicatoci non siamo riusciti ad avere i risultati sperati.
Come avrai potuto capire a causa del "pallino olimpico" ho iniziato la mia attività nelle classi d'altura a età abbastanza avanzata e mai troppo a tempo pieno,infatti preferisco regatare comunque nelle classi in cui la classifica si vede già sulla linea d'arrivo.
Ho conquistato titoli nazionali sul meteor,ufo,asso,platu 25,melges 24,J 24 e titoli europei in IMS
AV: passiamo all'attività principale di oggi la veleria. Un pò di storia, quando avete cominciato? Come vi siete sviluppati in questi anni? Quale la tipologia di prodotto su cui investite di più?
SM: ho cominciato a fare vele nel 1981,aprendo con un amico un negozio di surf con annesso laboratorio per riparare le vele. In breve il negozio è sparito e ci siamo occupati solo della realizzazione delle vele(prima solo di surf,poi anche del 470 con cui regatavo e infine anche per barche + grandi).
Nei primi anni era solo una stanza di 50 mq nel centro storico di Lecce e per fare le vele più grandi approfittavo della piazza antistante per poterle stendere e rifilare,in quel periodo era una regola fissa il cartello "torno subito" quando c'era scirocco e si andava a surfare a Porto Cesareo.
Dopo 4 anni con anche Paolo e Daniela abbiamo trasferito la veleria in un locale di 200 mq,ancora quattro anni in questa sede e poi il trasferimento nel capannone nella zona industriale di lecce dove siamo tuttora.
Sicuramente in termini di ricerca e sviluppo il settore delle vele da regata è quello che impegna di più, poi ora con il passaggio dalle vele pannellate a quelle a box , quindi con la necessità di progettare oltre la forma anche la struttura della vela ,raddoppia anche l'impegno del team progettuale della veleria.
AV: Siete una realtà completamente italiana che in più di un'occasione ha dimostrato di poter battere il dominio North Sails (leggi Platu 25, M 30 e molti altri monotipi), qual'è il segreto per sviluppare una vela per una classe one design?
SM: sicuramente North è un grande gruppo e quindi può contare su un team di velisti e velai in grado di progettare,testare e sviluppare al meglio i tagli delle vele su un gran numero di barche. Ciò non toglie ovviamente che anche una veleria di piccole o medie dimensioni possa arrivare agli stessi risultati dedicandosi ad una o più classi in base alla quantità e alla capacità del team di cui dispone. Così è stato sulle varie classi in cui abbiamo avuto il tempo e il piacere di dedicarci.
AV : Sandro come sai noi siamo innamorati dei Melges e non vediamo l'ora di capire qualcosa di più anche del neonato 20. Quali i programmi della Veleria Montefusco nel 2009 per le classi Melges 20, 24 e 32?
SM: non me ne parlare,il 24 è stata la mia classe preferita per le sensazioni che dà nelle andature portanti, per un ex derivista è come rivivere vecchi momenti di piacere assoluto!
Purtroppo lo scorso anno ho dovuto interrompere forzatamente la stagione prima del mondiale,ma conto di riprendere per la prossima stagione sperando di rimettere insieme lo stesso gruppo di sherekan. Per quanto riguarda il 32 devo dire che sono molto soddisfatto dello sviluppo che abbiamo fatto sulle vele questa prima stagione, nelle ultime due tappe del circuito abbiamo chiuso due volte secondi una volta un punto dietro al primo ed una volta a pari punti, dimostrando una bella velocità nelle condizioni di vento più svariate. Questi risultati mi fanno guardare con ottimismo alla prossima stagione che sarà sicuramente molto avvincente e che si chiuderà con il mondiale a porto Cervo.
Ora non mi rimane che provare il melges 20, probabilmente ci sarò anche in questa classe ,ho avuto già contatti e siccome io sono dell'idea che le barche più son piccole e più sono divertenti.....
AV : Una domanda scomoda, in molti dicono che i risultati ottenuti con il Melges 24, di cui sei stato ricordiamo campione italiano e vice campione europeo e costantemente tra i top team, sono riconducubili al tuo immenso talento. Insomma qualcuno sostiene che con le tue vele vinci solo tu. Cosa gli rispondi?
SM: ti dirò che è una grossa bugia che si trascina da quando facevo le vele del 470(o magari in quel caso era un pò più vero)io mi difendo,ma c'è di meglio. Prova ne è ad esempio con il platu 25 dove avevo dominato il circuito e il campionato italiano, l'anno successivo hanno usato le mie vele sia Matteo Ivaldi che Paolo Cian e il risultato quale è stato?
Uno ha vinto l'italiano, l'altro il mondiale ed io regolarmente dietro. Ti basta come prova?
AV: Il tuo nome e quello di Paolo, per chi ha qualche anno come noi, sono profondamente legati al 470 di cui siete stati tra i migliori interpreti italiani e internazionali per molti anni. Ma è proprio vero che c'è una certa similitudine di conduzione con il Melges 24? Cosa ne pensi?
SM:anche in questo caso la mia risposta è negativa.
La sensibilità che necessita per la conduzione di un 470,dove il peso dell'equipaggio è pari a quello del mezzo non è sicuramente la stessa che serve per la conduzione di un melges. Comunque tra le barche a bulbo che io ho provato sicuramente il 24 è quella che più si avvicina ad una deriva.
AV : Da quest'anno hai invelato e timonato il GP 42 Airis, direi una scommessa vinta con ben due vittorie di tappa e grande velocità a premiare una barca che ha fatto scelte coraggiose (progetto e vele). Un tuo commento sulla stagione e su come prevedi si svilupperà la classe.
SM: sicuramente una scommessa fatta con grande fiducia nei confronti miei e di Felci da parte di Roberto Monti, l'armatore di Airis e Cesare Bressan,il team manager. Dopo due stagioni fatte assieme con il melges hanno voluto continuare con lo stesso gruppo(ovviamente ampliato) l'attivitò sul GP.
Sicuramente devo ringraziare Umberto per il progetto veramente azzeccato che ci ha facilitato il compito.
Comunque vale il discorso precedentemente fatto per i monotipi,per quanto riguarda le vele siamo partiti con un prodotto già ad alto livello frutto dell'esperienza che già avevamo fatto su barche delle stesse dimensioni e poi,anche grazie all'apporto dei trimmer imbarcati su Airis(Nello Pavoni e Enrico Zennaro), abbiamo sviluppato le stesse con ottimi risultati.
Con mia grande soddisfazione ti posso affermare che sono convinto che oramai Airis è il GP 42 più completo nella flotta, a Puerto Calero eravamo veramente veloci in tutte le condizioni e andature.
Il rammarico che rimane per come è andata la stagione riguarda solo il numero dei partecipanti alle varie tappe.
Ia flotta dei GP conta oramai una quindicina di barche, ma purtroppo in regata se ne sono viste partire assieme solo 8-9 causa la defezione di qualche barca spagnola alle tappe italiana e francese e viceversa alle tappe in Spagna.
AV: Quali sono state le difficoltà nel seguire la progettazione e costruzione di vele per una classe così competitiva? Airis tornerà nel 2009?
SM: grosse difficoltà non ne abbiamo avute ,come dimostrano i risultati. Se si fa parte di un team forte e si possiede un mezzo veloce le cose si semplificano.
AV: Sei stato nel team di Luna Rossa in passato. Se arrivasse una telefonata potrebbe esserci ancora Coppa America nel futuro di Sandro Montefusco o ti dedicherai principalmente all'attività di imprenditore?
SM :dopo l'esperienza di Luna Rossa sono arrivate diverse telefonate,ma la coppa richiede un impegno quasi totale per tre anni e non si concilia con la mia attività di velaio e velista. L'esperienza fatta ad Aukland è valsa la pena di farla ma è finita là.
In definitiva comunque non credo di essere portato per la vita di coppa,che è sicuramente un'esperienza eccezionale per ogni velista,ma la ripetitività delle giornate un pò mi fanno passare il gusto di andare in barca.
AV: I tuoi figli si stanno avvicinando alla vela? C'è qualcuno pronto per ripetere le gesta dei fratelli Montefusco?
SM : dei tre figli solo Nicolò fa scherma e fa regate in optimist al momento senza grossi risultati,ma anche senza molto impegno. Comunque per me è giusto che lo faccia in questo modo alla sua età,poi se più in là avrà voglia di farlo impegnandosi non potrà che avere il mio supporto.
Gli altri due sono presi chi dal tennis e chi dalla ginnastica ritmica, l'importante è fare sport!
Sandro come sempre sei stato molto disponibile, grazie per l'intervista speriamo di averti spesso nostro ospite su Adesso Vela
Etichette: Adesso Vela, AVM, Sandro Montefusco
martedì 28 ottobre 2008

Now it´s your turn on Adesso Vela Mr Montefusco
Adesso Vela: Sandro we wanted to have a chat with you as a sailor and sail-maker. Let´s start with Sandro as a sportsman: even if you would need a book to tell us all your experiences, how would you summarize your sailing CV in few lines? Which is the most important achievement up to now?
Sandro: My first boar was a flying junior on which me and my brother Paolo had been sailing until we became 18; on that little boat we won a world and one Italian Junior championship. In that same year (1978) we purchased our first boat.
We had been sailing on that till the Olympics in Barcelona in 1992 and in those years we won I thinks 6 Italian championships, one European, two of the Mediterranean and we ended up second and third at the European and second at a world championship. Our biggest regret is having failed at the two Olympics, especially Seoul 88 when we were well trained and fast; always in 1988 we finished second at the European and third at the world championship. Unfortunately a naïve and disputable mistake made us going cupsize and ranking seventh.
I tried the Olympics in Athens in 2004 together with Stefano Rizzi on a Tornado.
Also in this case due to a lack of time we didn’t manage to get a good ranking.
As you might have understood it was thanks to my fixation with the Olympics that I started with the bigger boats. I wasn´t that young anymore and I never did it full time: indeed I still preferred to race in those classes where you understand the ranking right at the arrival line!
I achieved good national ranking also on meteor, ufo, asso, platu 25,melges 24,J 24 and some European good ranking also on IMS.
AV: let´s get straight to your main occupation now, which is the sail-making. How did you start it off? How did you develop thru these years? And on which product line do you invest the most?
SM: I started producing sails in 1981…with a friend I opened up a surf shop with a laboratory to fix the sails. Shortly after the shop disappeared and we concentrated on the sailing business: at the beginning we produced only surf sails, then those for the 470 and eventually also for bigger boats. In the first years we had only a 50 m2 room in the city centre of Lecce and therefore I would profit of the square opposite to the shop to make and open up the bigger sails. At that time we used to hang the card “I´ll be back soon” every time that “scirocco” was blowing and we would go surfing to Porto Cesareo.
After 4 years with Paolo and Daniela we moved to a bigger venue of 200 m2 and after 4 years from that we moved to the premises where we are now. Producing sails for the races and developing and researching on the newest materials and technique is the most time consuming part: especially now the change from paneled to box sails (which foresees the development of the structure of the sail and not only its form) requires the double amount of work.
AV: You work mostly in the Italian market even if you proved in more than one occasion to be able to compete with North Sails - see Platu 25, M 30 and many other monotypes: what is the secret to develop a sail for the one design class?
SM: North is surely a big group which counts on a team of sailors and sail makers who can design, test and develop the best cut for the sails of various type of boats. Nevertheless also a smaller sail-shop can reach similar results working on one or more classes depending on the quantity and capacity of its team. This happened for those classes we were pleased to work for.
AV : Sandro as you know we are in love with the Melges products and we can´t wait to understand a bit more of the newborn M20. What is the plan of the Montefusco sail shop for the Melges 20, 24 and 32 in 2009?
SM: Don´t tell me about it: the M24 has been my favourit class for the great sensations and the driving feeling which remind me of pleasures of my past! Unfortunately I was forced to stop before the worlds last year hoping I could still put together the same team as sherekan. As for the M32 I must say I am very happy with the development of the sails for this first season; the last 2 stops of the circuit were satisfying we ended second once with only one point of difference from the first and the second time with equal ranking. This proves a good speed with various wind conditions. These results make me look with optimism to the next season which will be very challenging and will be crowned with the worlds in porto Cervo.
Now I am just waiting to test the M20 and I think I will soon belong to this class ; I already got in contacts with Melges Europe and since I believe the smaller the boats are the more fun they are...
AV : Now one unpleasant question...many say that the results that you had on the M24 (national champion, vice EU champion and among the top teams in many races) are due to your great sailing talent. In other words many say that you are the only one that wins with your sails. What would you say about it?
SM: I would say that this a big lie that keeps on repeating itself since I was producing the sails for the 470 (maybe back then it was a bit more true…)…It is proved by the fact that with the paltu25 we won the circuit and the national championship; the following year also Matteo Ivaldi and Paolo Cian used my sails…and do you know what was the result? The first won the Italian championship and the second the world while I was always behind. Enough?
AV: For people of our age, your and Paolo´s name are strongly connected to the 470: for many years you ruled this class locally and internationally. Do you think there´s a similar sailing approach also on the M24? What do you think about this?
SM: No I don´t think there´s a similarity. On the 470 the weight of the crew must be even to that of the boat and requires a different sailing approach compared to that on a M24. But among all the keelboats that I have used, it is for sure the one that gets closer to the dinghy.
AV : This year you were driving the GP 42 Airis on which you also used your sails. You won the bet with 2 victories and great speed; the braveness of your choices (for the boat and the sails) has been rewarded. We want your opinion on the season and how it will develop.
SM: Yes both Roberto Monti (Airis owner) and Cesare Bressan (team manager) have been confident and brave in betting on myself as well as on Felci. After 2 seasons on the Melges they decided they wanted to face new challenges on the GP with the same team with the addition of some new crew members. I am thankful to Umberto who picked the project and facilitated our duty. And here again the same as we said before for the monotypes: we started the project with real good quality sails which were the result of the expertise gathered on boats of similar dimensions and with the help of two great trimmers (Nello Pavoni and Enrico Zennaro). The results were more than satisfying. I am proud to confirm that Airis is the best settled Gp in the fleet : in Puerto Calero we were really fast with any wind condition. We are only disappointed for this season about the number of participants to the various stops. The GP fleet counts now roughly 15 boats across Europe and the same happened in Spain.
AV: What were the major difficulties in designing and making the sails for such a competitive class? Will Airis be racing in 2009?
SM: we had great issues as you could see from the results. If you belong to a strong team and you have a fast boat than things get easier.
AV: you belonged to the Luna Rossa team in the past. If you would receive again an invitation would Sandro Montefusco consider to take part again to the America´s Cup or would he be only an enterpreneur?
SM : after my experience with Luna Rossa I received various phone calls but the cup requires full time dedication for at least 3 years and this overlaps my role as sailor and sail maker. Aukland was a fantastic experience but it also ended there. I think that type of life doesn't suit me: the daily training routine takes the fun of sailing away!
AV: Your kids are approaching the sailing world. Are they ready to follow the traces of the great Montefusco brothers?
SM : among the three of them only Nicolò is sailing on the optimist without great results but also without a great commitment. And I do believe it is right that he does that at his age. Maybe later on if he´s willing to commit more he will find my full support. The other two are busy with tennis and athletics: important is just to do sport
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domenica 19 ottobre 2008
Adesso Vela: Daniele complimenti innanzi tutto per il bel podio di Torbole, passano gli anni ma con Alina bisogna sempre fare i conti. Come hai visto la flotta?
Daniele Cassinari:
Sono molto soddisfatto del nostro risultato di Torbole. Può sembrare strano credere a quello che scrivo ma Torbole per mè non è proprio il posto ideale dove vorrei scegliere di regatare anche se abito a mezz'ora di strada. Ho sempre fatto fatica a condurre una tattica vincente in questa parte del lago e di sicuro sono sempre più nervoso lì che in altri posti dove usualmente regatiamo. Per cui ribadisco che il terzo finale mi soddisfa pienamente anche perché siamo sempre stati al vertice e ce la siamo giocata fino all'ultimo. Per quanto riguarda Alina è ormai tantissimo tempo che stiamo insieme ed il nostro affiatamento è ormai consolidato. Passano gli anni ma siamo sempre al vertice. Quest'anno poi vista la nostra età avanzata abbiamo pensato bene di ringiovanire un po' l'equipaggio portando con noi a bordo Roberta e di sicuro oltre che a noi stessi a tutta la flotta ha fatto piacere…..!!! L'anno prossimo però è probabile che saltuariamente si rivedrà ancora a bordo il Merega. La classe è sempre più viva. Non è solo la mia opinione ma un dato di fatto. Sono rimasto veramente impressionato dalla partecipazione di Torbole. 68 barche al via con 16 nazioni rappresentate. Non avrei mai pensato a fine stagione con ormai gli eventi più importanti già archiviati.
AV - Alina conferma la sua presenza per la stagione 2009 nel circuito? Che regata avete in progamma, state facendo un pensiero anche su Annapolis?
DC - Alina sarà presente anche nel 2009 a tutti gli eventi più importanti. A Torbole abbiamo deciso a grandi linee il programma per la prossima stagione che comprenderà la Volvo Cup, l'Europeo a Hyeres ed il mondiale ad Annapolis. Visto che gli eventi top si svolgeranno a stagione avanzata cominceremo a navigare di nuovo verso fine Febbraio in occasione della tappa dell'invernale. Quest'anno non avendo il mondiale molto presto si è deciso di sciare un po' di più…..!! Non dimentichiamo che io, ed in parte Nicholas, siamo gli unici professionisti a bordo di Alina.
AV - Qual'è per Daniele Cassinari il motivo principale che ti spinge, dopo tanti anni, a regatare in Melges 24?
DC - Sicuramente sono 2. Il piacere di navigare con questa barca ed il business. E' innegabile che per North sails la classe Melges 24 sia un ottimo mercato e di conseguenza per ottenere dei risultati sportivi ed economici bisogna applicarsi il meglio possibile. Sia a livello di tempo che di investimenti. Personalmente poi mi diverto tantissimo a navigare col 24. Finito il mondiale di Porto Cervo tutti quanti noi di Alina non siamo più saliti su questa barca. Luca stesso era molto combattuto se continuare ancora in questa classe sia per il problema lavoro/tempo che quello fisico.Fortunatamente ha cambiato idea ma l'avrebbe comunque cambiata dopo la prima regata di Torbole. Quando abbiamo issato il gennaker a metà poppa mentre stavamo planando gli ho detto: ma che figata, cosa c'è di meglio?? Lui mi ha risposto: credo niente! La forza del 24 è che ti misuri coi migliori velisti in circolazione provando piacere di veleggiare con una barca stupenda.
AV -Domanda secca 2 pregi e due difetti del Melges 24.
DC - Pregi: alta competizione e barca bellissima. Completa in tutte le andature e condizioni.
Difetti: onestamente difficile trovarli. Da quello che si sente in giro forse il costo un po' elevato e negli ultimi anni la diminuzione della flotta in Francia ed Inghilterra.
AV - Come valuti la stagione 2008 per North Sails nel Melges 24? Siete tornati a vincere il mondiale dopo qualche tempo, era questo l'obiettivo?
DC - Sicuramente molto positiva, la vittoria al campionato del mondo è stata l'apice di una stagione dove North sails ha praticamente vinto tutte le regate più importanti. A Portocervo il podio era tutto NS ma ci terrei a precisare che anche le barche che sono arrivate quarta, quinta e sesta utilizzavano 3 vele North Sails sulle 4 che si possono avere a bordo. Per l'esattezza Fiocco ed i 2 gennaker. Di sicuro il campionato del mondo è l'evento più importante per la classe ma come detto prima siamo stati al vertice durante tutto l'anno come ad esempio al campionato Italiano e quello del nord america.
AV - A Torbole dopo un paio d'anni di sviluppo sei sceso in gara con la randa in 3dl. A che punto siamo? Sarà questa l'arma in più per North nel 2009?
DC - E' da un po' di tempo che lavoriamo sul 3DL. Le due nuove rande che avevo a Torbole nella realtà erano già pronte prima di Portocervo ma abbiamo deciso di non provarle fino ad oggi per non creare confusione nei nostri clienti. Durante il mese di Luglio ho fatto degli ulteriori test sul lago ed a Torbole abbiamo esordito. Di sicuro è stato un esordio positivo. La nostra velocità era ottima e credo anche che il meglio da questo tipo di costruzione rispetto a quella classica di oggi si dovrebbe ottenere in condizioni di vento minore e mare più formato. Fra pochi giorni queste vele verranno testate ad Annapolis durante il Capionato Americano da Joe Fly e Fullthrottle. Finiti questi test stabiliremo la strategia per il 2009. Di sicuro la volontà è quella di avere il 3DL come prodotto standard per il 2009. Credo che ormai siamo arrivati al nostro obbiettivo ma abbiamo bisogno delle ultime conferme. Stiamo studiando anche dei fiocchi. Faremo lo stesso procedimento evolutivo utilizzato per le rande.
AV - Alina con vento teso è sempre stata un missile. A Torbole poi siete sempre fortissimi, la velocità quibndi ce l'aspettavamo tutti. Pensi di sviluppare il 3DL con altri test in mare?
DC - Di sicuro Alina con vento sostenuto da il meglio di sé. Onestamente non so spiegare il vero motivo. Ci viene abbastanza naturale. Anche a Torbole eravamo veloci e questo mi conforta in previsione 3DL. Come detto prima faremo dei test in mare al campionato Americano. Ogni feedback che possiamo avere da velisti di alto livello è fondamentale. Ad Annapolis dove si svolgerà anche il Campionato del mondo 2009 si possono trovare svariate condizioni meteo per cui credo sia fondamentale per North Sails continuare a cercare di produrre delle vele allroud che siano performanti in ogni condizione meteo marina. Questo è sempre stato il nostro punto di forza e sono convinto che lo debba essere anche in futuro
AV - Sui fiocchi nulla di nuovo? J 7 e J 8 anche per la prossima stagione o avete in cantiere qualcosa di nuovo?
DC - Attualmente i fiocchi rimarranno J7 e J8. Come detto sopra stiamo lavorando anche sui fiocchi 3DL
AV - I gennaker North sono da sempre il riferimento, come hai detto utilizzati anche su barche con randa Ullman. Alla luce di ciò confermerete i modelli anche per il 2009?
DC - Anche i gennaker per il momento rimarranno gli stessi. Abbiamo più volte cercato di migliorare ma alla fine quelli attuali si sono sempre dimostrati i più completi. Vedi discorso come sopra di vele allroud. Soprattutto per quanto riguarda la vela VMG.
AV - Domanda scomoda, quanto c'è di vero sul fatto che Uka Uka al mondiale usasse materiale North modificato? Solita leggenda metropolitana o sotto sotto qualcosa di vero?
DC - Nel leggere la vostra domanda mi è venuto da ridere…!! Uka Uka ha vinto perché era l'equipaggio migliore, si sono preparati meglio di tutti gli altri usando le vele "migliori"…!! Niente di niente è stato fatto custom per loro. Come niente è stato fatto per Flavio Favini od Alberto Bolzan. Tantomeno per Alina. Questa è la nostra forza. Le vele sono tutte uguali e sono al top per tutti. Ci sono solo dei periodi di test dove chiediamo aiuto e consigli ai velisti migliori per poter poi produrre il prodotto standard migliore. Per la cronaca Uka Uka al mondiale usava la stessa randa che hanno utilizzato a Cagliari. Ne avevano una nuova ma Ruffo si sentiva più sicuro con quella già usata. Uka Uka ha cominciato la stagione con il J8 per poi passare ad usare sempre il J7. Comunque la riprova che le vele sono tutte uguali è l'equipaggio di Saetta. Oggi a detta di tutti è la barca più veloce e ad inizio stagione la maggior parte della flotta non sapeva neanche che esistessero….o quasi. Anche loro hanno vele custom…?!?
AV - Abbiamo visto le foto del nuovo Melges 20 invelato North 3DL, sai dirci qualcosa di più? Sarà questa la scelta North per il piccolo della famiglia?
DC - Avete visto giusto. Si sarà questa la nostra scelta. Sabato e Domenica sarò a Malcesine con Harry Melges e Federico Michetti per la prima prova europea della barca. Ad oggi le vele del 20 sono state sviluppate prevalentemente in Usa ma dal prossimo week-end entrerò ufficialmente a far parte come per il 24 dello staff tecnico che seguirà questa nuova classe.
AV - Pensi che la classe (il Melges 20) avrà una rapida diffusione e possiamo già aspettarci un circuito affollato per il prossimo anno?
DC - Credo che si svilupperà velocemente e già dal prossimo anno vedremo un numero elevato di barche. Sto organizzandomi per potervi partecipare.
AV - Tu che sei interessato alle dinamiche di mercato pensi che il Melges 20 possa attrarre armatori di 24 o ti sembrano troppo diverse?
DC - Sicuramente qualche armatore del 24 sarà attratto da questa nuova barca e vedremo qualche movimento in proposito. Non è poi detto che più avanti si possa verificare anche il contrario però. Di sicuro il 20 attirerà anche armatori che oggi non sono presenti sul 24 ma su altri piccoli monotipi più o meno diffusi in Italia. La concezione di barca non è poi molto diversa, quello che all'inizio si differenzierà sarà un po' lo spirito di chi la frequenterà ed il costo di gestione della stessa.
AV - Sappiamo che su Alina a Torbole era montato un nuovo sistema di rilevazione satellitare come quello già utilizzato da Uka Uka, ci spiegi in poche parole come funziona?
DC - Nella realtà non si tratta di niente di nuovo ma di apparecchiature che parecchi top team stanno già utilizzando. Noi su Alina abbiamo cominciato a Torbole. Si tratta semplicemente di interfacciare un GPS portatile al display bussola per poter rilevare la propria posizione sulla linea di partenza (distanza in metri). Naturalmente il GPS da anche altri valori che possono essere utilizzati come ad esempio course over ground per capire la direzione ed intensità della corrente. Il sistema che utilizziamo noi è quello più completo perché come detto prima è interfacciato al display sull'albero. Ci sono equipaggi che fanno tutto solamente con l'apparecchio GPS. Mi è sembrata una cosa utile ma naturalmente non credo ci si possa fidare al 100%. La cosa migliore penso sarà mediare le informazioni strumentali con quelle umane.
AV Daniele, dalla tua veleria a noi di Brontolo non è mai riuscito di tirar fuori qualcosa gratuitamente. E' una grande soddisfazione quindi averti qui sulle nostre pagine a costo zero ;-)
DC - Ci mancherebbe anche che non sia gratuita……anzi sarebbe giusto il contrario visto il probabile intasamento del vostro sito all'uscita della mia intervista…..!!
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mercoledì 8 ottobre 2008
Adesso Vela: Sei il "Presidente di Regata" più apprezzato, la comunicazione che tu fai costantemente con gli Equipaggi gioca un ruolo fondamentale?
Fabio Barrasso: Per comunicazione mi piace intendere sia tutto quello che fa parte dei momenti ufficiali quali il briefing e la gestione delle varie notizie riguardanti la regata prima e durante lo svolgimento della stessa, come anche il semplice colloquio con i singoli sul più o meno.
Penso sia fondamentale, non tanto alla scalata di eventuali classifiche riguardante l'operato degli Ufficiali di Regata, ma all'instaurarsi del miglior rapporto possibile di fiducia e di conoscenza reciproca riguardo le aspettative e le problematiche dei Concorrenti e di chi ha il compito di condurre un evento coronato, al fine, dal maggiore gradimento e successo possibile, tenendo sempre in massima considerazione quanto tutti gli Armatori e gli equipaggi profondono in energie e tempo prima durante e dopo ogni manifestazione.
AV: Classe Melges24: tante barche, tanti nomi celebri, la partenza gioca un ruolo fondamentale, quanti occhi servono?
FB: Con l'applicazione delle nuove modalità di condotta volute da alcune Classi e Armatori quale per esempio il richiamo individuale tempestivo tramite il canale VHF ufficiale il lavoro per l'Ufficiale di Regata è sostanzialmente cambiato, nel senso che la trasmissione immediata del numero velico o di prua delle barche in OCS alla flotta rende la sola registrazione su nastro non più adatta allo scopo non essendoci materialmente il tempo di “sbobinare” e la modalità del lavoro implica pertanto un aumento del numero degli UdR sulla linea tra chi esegue il controllo e chi trascrive, che per rispondere alla domanda porta il numero degli UdR esclusivamente dedicati a questo lavoro da quattro a cinque, tra battello CdR e l’eventuale controstarter.
AV: Discussioni da pontile, lamentele, suggerimenti, vengono considerate?
FB: Partendo dal presupposto che da una qualsiasi regata mai tutti i Concorrenti non vanno via con la convinzione che la conduzione da parte del Comitato di Regata sia stata impeccabile e senza sbavature, l’importante è durante il suo svolgimento poter venire a conoscenza di questi “mugugni” per poter dare le debite spiegazioni riguardo alle motivazioni del non agire diversamente nel caso in questione o correttamente fare tesoro delle aspettative tecniche dei regatanti facendo così in modo di modellare il proprio atteggiamento in situazioni simili future.
Personalmente ho piacere che questo avvenga infatti è proprio sul pontile che mi reco appena possibile dopo le prove o prima di uscire in mare, proprio per agevolare questo scambio costruttivo di vedute per entrambe le parti.
AV: E' capitato che vengono fatte partire delle regate con venti non proprio stabili, quanto gioca la "riuscita" di un evento rispetto ad una regata "regolare"? Durante il Mondiale di Melges24 a P. Cervo nelle regate di qualificazione ci sono state parecchie lamentele.
FB: C’è il rischio a volte di cadere in una sorta di frenesia da prestazione quando si fa Comitato di Regata e l’esempio fatto del Mondiale era a mio giudizio solo dettato dal fatto cha si vedeva un campo fare le regate, anche per il fatto che aveva condizioni meteo migliori, pertanto l’altro non voleva restare indietro col rischio di non aver le stesse prove e questo l’ho potuto constatare tramite i Concorrenti stessi quando alternandosi d’area venivano nel nostro campo e notavano la migliore situazione.
Il peso di una regata regolare rispetto alla riuscita dell’evento è legata anche al momento in cui questa regata si colloca all’interno della serie, fermo restando il non essere scritto da nessuna parte che tutte le manifestazioni debbano a qualsiasi costo andare in porto (ma è dura farlo capire ad un’Autorità Organizzatrice che dopo aver tanto lavorato non può fare la premiazione!).
Faccio un esempio facile come il rinunciare allo svolgimento di una regata in condizioni traballanti quando siamo all’ultimo giorno con otto regate fatte su nove e la classifica che oramai è comunque consolidata oppure sempre l’ultimo giorno con la serie non ancora valida per la prova mancante in questione.
La regata è la stessa, ma a seconda di dove la si va a posizionare all’interno dell’evento diventa più complicato scegliere l’atteggiamento da tenere.
AV: Ora l'argomento più discusso, l'uso del VHF per il richiamo individuale, chi lo vuole e chi non lo vuole, tu come la pensi?
FB: Personalmente il problema non esiste in quanto il tentativo che cerco di mettere in atto è quello di posizionare una linea di partenza corretta che, anche confidando sulla bravura dei Concorrenti, non induca nessuno all’OCS risolvendo così l’eventuale differenza tra comunicazione o meno. Quando comunque gli OCS ci sono, ricorrere ad una comunicazione rafforzativa tramite VHF oltre al segnale visivo e acustico già contemplati è valido come sistema, a patto che la cosa sia gestita al meglio ovvero con i numeri trasmessi appena terminato il suono dell’X-Ray.
AV: Tante barche e tanti problemi allo Start, quale è il tuo giudizio sulle regate "batterie?"
Poi ha ragione di esistere la Barcolana come la Match Race ed in mezzo tutte le variabili di numeri, Classi e tipi di Concorrenti. Per le Classi dove ci sono i Professionisti a bordo, come nella vostra, le batterie sono per me d’obbligo.
FB: Condivido la scelta dell'arbitraggio in acqua che è un'ottima soluzione per avere quasi sempre sotto controllo le situazioni critiche che possono crearsi nei momenti importanti della regata le quali, se portate in udienza oltre alle lungagini per l'accertamento dei fatti, potrebbero significare squalifiche piuttosto che la penalità assegnata in acqua con possibilità di recupero delle posizioni.
AV: Sarai con la classe "Melges" per il 2009? 24 o 32? Entrambe?
FB: Questa non potrà essere una decisione soltanto mia, certi tipi di scelte, riguardo gli UdR, devono essere prese e accettate dalla Federazione tramite i suoi Gruppi di lavoro e le persone a questo demandate. Da parte mia posso dire solamente che mi farà eventualmente molto piacere proseguire a frequentare entrambe le Classi.
AV: Un pò alla Marzullo ci piace invitarti a farti una domanda e darti una risposta, cosa vuoi far sapere ai regatanti?
FB: Accetto la proposta anche perché domande cattivelle non ne hai fatte e allora me la faccio da solo….
Domanda: “Ma dopo tutto questo creare feeling tra te e Barche, Armatori e Concorrenti, quando devi richiamare un OCS o interrompere una regata, le tue scelte sono influenzate da qualcosa?”
Risposta: Cercare una “complicità costruttiva” con i Concorrenti, come facevo l’esempio prima nelle altre risposte, non significa necessariamente considerare qualcuno in modo diverso da altri.
In regata diventa tutto asettico, ci sono solo numeri velici, numeri di prua, linee di partenza e attrezzature o equipaggi che non devono esserne oltre al momento sbagliato, il tutto senza collegamenti mentali tra barca e equipaggio e soprattutto ci sono le Regole e le Regole non guardano in faccia nessuno, si applicano e basta.
Si va in acqua senza considerare le classifiche, a chi viene bene fare eventualmente le regate e chi già se ne starebbe, il peso degli scarti ecc.
La speranza di fare sempre belle regate e che a tutti almeno resti l’essersi divertiti anche se uno solo sarà il vincitore.
Le decisioni vengono prese in buona fede anche se dopo, a terra qualcuno ti viene a cercare per venirti a dire: “Accidenti, mi hai preso in OCS!” e la risposta potrebbe essere: “Eri Tu? O.C.S., come O.h C.he S.figa!”.
AV: Grazie Fabio ed un arrivederci nei campi di regata!
FB: Grazie a Voi, un cordiale saluto a tutti i lettori, ciao!
Etichette: AVM, Fabio Barrasso
lunedì 6 ottobre 2008

" Adesso Vela meets ..." , è la nostra nuova rubrica.
Utilizziamo da oggi la sigla AVM per caratterizzare questo tipo di post.
Periodicamente, o più semplicemente quando ne capiterà l'occasione, ci ripromettiamo di fare quattro chiacchiere con velisti, velai, marinai, giudici di regata, giornalisti ... insomma con chiunque possa farci approfondire un pò!
Lerici per noi è stata, anche, l'occasione di sedersi al tavolo con Federico Michetti.
Impossibile non chiedergli un aggiornamento sul Melges 20, eccolo:
AV Federico, innanzi tutto complimenti per la bella vittoria del circuito Melges 32. Eravate i favoriti di inizio stagione forti dell'esperienza americana, in realtà avete rincorso tutta la stagione prima del successo, avversari più forti del previsto?
FM Grazie ragazzi...sono al settimo cielo...il 2008 per me ed Uka Uka è stato un anno incredibile. Sinceramente non abbiamo mai pensato che sarebbe stato semplice, i velisti di casa nostra sono da sempre i dominatori delle classi one design. Inoltre molti protagonisti del circuito arrivano dal Melges 24 ed essendo la conduzione del Melges 32 molto simile al fratellino minore, non hanno fatto fatica ad ambientarsi subito.
AV Come sai su Adesso Vela si continua a parlare con insistenza del Melges 20. Subito a bruciapelo: ma quando lo vedremo in acqua in Italia?
FM Finalmente ci siamo e dopo mesi di silenzio possiamo ufficializzare che le prime due barche navigheranno sul Garda da metà ottobre.
Abbiate ancora pazienza per qualche giorno e vi daremo il programma definitivo del Sail Test.
AV Non ci piace girare intorno alle questioni, la prima curiosità da soddisfare è quella del prezzo. Esiste già un listino europeo?
FM Melges Europe sarà l'importatore ufficiale del Melges 20 e si avvarrà di una rete di distribuzione europea. Devoti Sailing sarà il distributore per i paesi del Nord-Est Europa.
Per allineare il prezzo worldwide il listino ufficiale sarà in dollari. La barca compresa di carrello, albero, running e standing rigging avrà un prezzo di 44.000USD al netto di iva.
Siamo in attesa di ricevere le ultime quotazioni per le vele e gli optional tipici dei prodotti Melges, ma sono sicuro che non supereranno i 10.000USD.
AV La barca nasce con una filosofia pià amatoriale rispetto al 24, ci confermi che la direzione è quella di una barca molto divertente ma meno estrema?
FM La barca è addirittura disarmante per la sua semplicità, studiata per uno sviluppo totalmente amatoriale. è pensata per colmare il grande gap tra la vela professionistica con i suoi estremismi e la spensieratezza di chi vede un weekend di regate come occasione per divertirsi con gli amici.
Si commette un grosso errore nel paragonare il Melges 20 ad altre barche di simili dimensioni. Melges Performance Sailing ha studiato un progetto innovativo con linee accattivanti, soluzioni high tech e performance disarmanti che garantiranno anche a equipaggi amatoriali un'esperienza di vela sofisticata.
AV Dopo il primo report pubblicato su Sailing Anarchy si è fatta un pò di confusione sul peso dell'equipaggio. Ci sarà un limite di peso come per il 24 ed il 32 o si va liberi?
FM Vi confermo che il peso dell'equipaggio sarà libero. Diete estenuanti e saune dell'ultimo minuto non si addicono a chi fino a 12 ore prima era in giacca e cravatta in ufficio ;-)
AV Sappiamo che stai lavorando gomito a gomito con gli USA per definire il regolamento di classe. Ti chiediamo un'anticipazione, confermi i "bottoni" per limitare l'uso delle vele?
FM Assolutamente si!
AV Quale la dotazione delle vele? In particolare 1 o 2 gennaker?
FM Vorremmo contenere i costi forzando l'inventario delle vele per le regate a randa, fiocco ed 1 gennaker. Anche se un gennaker di backup male non ci starebbe. Voi cosa ne dite?
AV Nel Melges 32, che è ancora una "builder boat class" senza riconoscimento ISAF, abbiamo visto Melges modificare qualche dettaglio del regolamento anche su segnalazione e/o suggerimento degli equipaggi. A noi di Adesso Vela la cosa è piaciuta molto. Pensi sarà fattibile anche con il Melges 20?
FM Le "builder class rules" sono un passaggio obbligato per una nuova classe. Il binomio tra la disponibilità del cantiere e la lungimiranza dell'armatore andranno a definire nell'arco della stagione un regolamento di classe equilibrato e completo. Come è successo per il Melges 32 ogni armatore avrà ampio spazio per esprimere il proprio parere.
AV Proprio qui a Lerici abbiamo toccato con mano l'interesse che anche molti armatori di 32 hanno espresso per il "piccolo". E' risaputo che alcuni equipaggi di 24 e di molte altre classi ci stanno pensando. Che numeri ti aspetti per il 2009?
FM La barca sta suscitando grande interesse in tutto il mondo. Per marzo ci saranno 20 bache in acqua in Italia, ad oggi già 18 armatori hanno firmato il contratto di acquisto.
Per il 2009 contiamo di consegnare 50 barche.
AV Un pò alla Marzullo ci piace invitarti a farti una domanda e darti una risposta. In pratica qual'è il messaggio "forte" che vuoi dare ai potenziali acquirenti?
FM Ci aiuti a immaginare un lasco a planare con il Melges 20?
Action speak louder than words!!!! Ci vediamo tutti sul Garda per il test in acqua, vi si aprirà un mondo nuovo!!!
AV Ci aspettiamo un invito per la prova in acqua, sarà un piacere preparare una breve video intervista in cui il deus ex machina di Melges Europe ci spiega i segreti del nuovo nato avendolo finalmente sotto mano.
In esclusiva naturalmente ..... ;-)
FM Sinceramente non sto più nella pelle nemmeno io!!!! Vi riconfermo l'invito per metà ottobre dove mi auguro potrete dar libero sfogo alle vostre sempre molto attente analisi!
Etichette: AVM, Federico Michetti, Melges 20

