Le previsioni per domani parlano di un vento intorno ai 9-12 nodi in mattinata, in aumento fino a 25 nodi nel proseguio della giornata. Le regate si svolgeranno nella ‘Baia degli Angeli’, in maniera da poter essere seguite anche dal pubblico a terra. La partenza del primo match è fissata per le ore 09.00. Le parole di questi giorni di quelli che saranno i protagonisti a partire da domani.
Direi che il quartetto fa della manifestazione, una regatina non proprio di circolo!
sabato 7 novembre 2009
Louis Vuitton Trophy: una regatina di circolo a Nizza!
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venerdì 6 novembre 2009
Bmw Oracle Racing: si esce con l'albero....si rientra senza....
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Louis Vuitton Trophy, che cos'è?

Quanto leggeto sotto c'è sembrata una semplice, chiara e ben fatta descrizione di quello sarà il Louis Vuitton Trophy.
E' di Mario Scialoja e l'abbiamo trovata sul suo bel blog che scrive per l'Espresso.
Dategli un occhio, ne vale la pena.
Lo trovate qui
Tutto è pronto a Nizza per l’evento inaugurale del Luois Vuitton Trophy. Un nuovo circuito di regate internazionali organizzate sul modello della Coppa America dalla Vuitton e dalla WSTA (World Sailing Team Association), un’associazione fondata nel settembre scorso, diretta dall’esperto uomo di mare francese Laurent Esquier, e che raggruppa team di velisti professionisti di tutto il mondo. Di cui molti hanno già partecipato all’America’s Cup.
Le regate di Nizza, dal 7 al 22 novembre, sono la prima tappa di questo circuito. Hanno confermato la loro presenza otto team. Alcuni di provata esperienza, che hanno regatato nelle passate edizioni della Louis Vuitton Cup (eliminatorie per accedere alla Coppa America).
Sono:
BMW-Oracle Racing (Usa)
Emirates Team New Zealand (Nzl)
K-Challenge (Fra)
TeamOrigin (Gbr).
Altri di nuova costituzione:
Azzurra (Ita)
Swedish Challenge Artemis ((Sve)
Sunergy Russian Sailing (Russ)
Team French Spirit (Fra).
Azzurra, che fa capo allo Yacht Club Costa Smeralda, è l’unico team italiano che parteciperà al Louis Vuitton Trophy. Si tratta del ritorno di quella che per molti rappresenta un’icona storica della vela italiana: nel 1983, la barca Azzurra, disegnata da Andrea Vallicelli, è stata la prima sfidante italiana a partecipare alla Coppa America. Il nuovo team Azzurra sarà guidato dal socio dello Yccs Giovanni Maspero, lo skipper sarà Francesco Bruni e il tattico Tommaso Chieffi.
Quando, alla fine dell’ultima edizione dell’America’s Cup di Valencia, nella lontana primavera 2007, si sancì la definitiva rottura dei rapporti tra la ditta del lusso Vuitton e il management organizzativo della Coppa America (in sostanza, Ernesto Bertarelli e i suoi uomini) quelli di Vuitton, parecchio arrabbiati, fecero una promessa: organizzeremo noi delle regate ad alto livello più o meno in concorrenza con l’America’s Cup.
La promessa è stata mantenuta. Adesso, grazie a Bruno Troublé, storico velista francese che partecipò alla Coppa negli anni ‘70 con France del barone Bic, il Louis Vuitton Trophy è cosa fatta. E, bisogna dire, che il suo cammino è stato notevolmente facilitato dall’assurda paralisi dell’America’s Cup, ancora impantanata, dopo due anni e mezzo, in snervati litigi e beghe legali.
L’organizzazione di questo nuovo circuito è più agile e, soprattutto, assai meno dispendiosa della Coppa America per i team partecipanti. Il modello è quello dei round robin eliminatori e della sfida risolutiva tra i due finalisti. Ma i team non devono portare le loro barche. Sarà l’organizzazione che a Nizza metterà a disposizione quattro imbarcazioni che hanno partecipato alla passata edizione della Coppa. Sono Ita 90 e Ita 99 prestate da Mascalzione Latino; Fra 93 fornita da K-Challenge e Gbr 75 di TeamOrigin.
Per ogni regata le barche verranno attribuite ai team in base al sorteggio. Barche che sono rese più simili possibile, in modo da dare vita a una competizione che metta in evidenza la bravura dei velisti.
E di velisti grandi campioni, al primo evento di Nizza, ce ne saranno parecchi: Paul Cayard su Artemis, Ben Ainslie (TeamOrigin), Dean Barker (Emirates-New Zealand), Russell Coutts (Bmw-Oracle), Bertrand Pacé (French Spirit), Tommaso Chieffi (Azzurra). E tanti altri
Il secondo degli incontri del Louis Vuitton Trophy è previsto in marzo 2010 a Auckland, in Nuova Zelanda e sarà seguito da un terzo, nel maggio, alla Maddalena.Poi si vedrà. Ma Troublè ha annuciato che ci sono proposte da Valencia, Atene, Newport, Città del Capo, Abu Dhabi…
Certo, in questo tipo di competizione manca la sfida tra progettisti e la ricerca tecnologica legata all’ideazione di nuove barche. Ma il ridotto budget richiesto ai team e il fatto che gli equipaggi gareggino su scafi più o meno uguali (comunque tirati a sorte) e che quindi prevalgano il loro valore e le loro capacità, rappresentano un’interessante novità e un forte elemento attrattivo.
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Louis Vuitton Trophy, ci siamo quasi ...
via sNIPEOUT
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AV History, Il Moro di Venezia ITA-25

Undici marzo 1990 - Venezia
Parte dal cuore della città lagunare la sfida messa in piedi dall'industriale Raul Gardini, con il supporto del suo Gruppo Montedison, si mise in moto una macchina organizzativa che non lasciò niente al caso. Vennero costruiti cinque yacht chiamati Il Moro di Venezia, una vera e propria armata che scese in campo con il solo obiettivo di portare la Coppa in Italia.
Paul Cayard venne nominato skipper, il progettista argentino German Frers, già firma di numerosi Maxi per Gardini, disegnò le barche, assistito dall'americano Robert Hopkins Jr (ex team Stars & Stripes durante la vittoriosa edizione di Freemantle del 1987). Il portoghese Fernando Sena divenne responsabile del nuovissimo cantiere Tencara, a Porto Marghera, mentre il francese Laurent Esquier, (già nel team del Barone Bich) fu nominato manager operativo.
La storia inizia nel 1990. L'undici marzo Il Moro di Venezia I è varato a Venezia. Il Moro II ITA-7, varato a Puerto Portals, Spagna, segue il 7 di agosto. Il 15 aprile 1991, Il Moro III ITA-15 è pronto per raggiungere la flotta a San Diego. Anche il Il Moro IV ITA-16 scende in acqua a San Diego il 15 giugno 1991. L'ultima barca della flotta si comincia a costruire nel luglio del 1991 e, una volta pronta, viene spedita via aereo a San Diego dove arriva il 16 dicembre 1991.
Il 24 gennaio 1992, Il Moro V viene ufficialmente selezionato per correre la Louis Vuitton Cup. Gli italiani finiscono terzi nel primo Round Robin, dietro New Zealand e i giapponesi. Il secondo Round Robin li vede secondi ma nel successivo, ritornano terzi. Ancora una volta sono i giapponesi di Nippon JPN-26 a vincere il primo posto, seguiti da New Zealand NZL-20. I francesi con Ville de Paris FRA-27, terminano quarti. Nelle semifinali NZL-20 and ITA-25 eliminano i giapponesi e i francesi.
Alla vigilia delle finali della Louis Vuitton Cup, Il Moro di Venezia, timonato da Paul Cayard, è secondo dietro New Zealand, con Rod Davis alla ruota. In trenta regate corse tra il 25 gennaio e il 9 aprile 1992, gli italiani vincono 21 volte. Le finali Louis Vuitton Cup 1992 furono spettacolari. New Zealand vinse la prima regata per 1 minuto e 32 secondi; gli italiani vinsero la seconda per un solo secondo!. Poi il team kiwi vinse tre gare di fila. Fu allora che Cayard, ad un solo punto dalla sconfitta, protestò l'equipaggio di NZL 20 per un uso scorretto del bompresso. Vinse la protesta e l'ultima vittoria kiwi fu annullata.
Il punteggio diventò quindi 3-1 a favore della Nuova Zelanda. Cayard protestò nuovamente l'uso improprio del bompresso a bordo della barca kiwi e questa volta la disputa vide il comitato Louis Vuitton Cup di opinione opposta a quello dell'America's Cup. Per chiudere la questione, i kiwi decisero di abbandonare le manovre ritenute scorrette. Inoltre sostituirono Rod Davis con Russell Coutts, il quale aveva timonato NZL-20 (con la chiglia tandem) soltanto tre volte. Sconcentrati, i kiwi persero contro Il Moro di Venezia V che si aggiudicò la Louis Vuitton Cup 1992. Il team italiano si preparò ad affrontare Bill Koch e la sua barca Defender America3, nel Match fissato tra il 9 e il 16 maggio. 
Fino ad oggi Il Moro di Venezia V è stata l'unica barca italiana ad aver vinto una regata nel Match di America's Cup ed è una vittoria vale la pena di essere raccontata. Durante le seconda regata, le barche erano vicinissime e parallele a pochi metri dall'arrivo. Cayard ebbe allora un'idea geniale: allentò di colpo il tangone dello spinnaker in modo che la vela volasse oltre la prua, tagliando la linea di arrivo un soffio prima di America3. Ringalluzziti da quella vittoria, gli italiani sperarono di ribaltare ancora una volta il risultato a loro favore ma non ci riuscirono e America3 USA-23 difese l'America's Cup per 4-1. Anche se "in America's Cup non c'è secondo", tutti ricordano perfettamente "Il Moro", la barca rossa del 1992: che capolavoro!
J.T./ba 
IL MORO DI VENEZIA V - ITA-25 -
1992
Numero velico: ITA-25
Italia.
Yacht club: Compagnia Della Vela Yacht Club, Venezia, Italia. Commodoro: Giulio Donatelli. Porto: Venezia, Italia.
Il Moro di Venezia V ITA-25 ha corso tutta la Louis Vuitton Cup 1992 (tre Round Robins, semi-finali e finali) ed ha partecipato al 28mo Match di America's Cup contro il Defender di Bill Koch, America3, che ha vinto per 4-1 a San Diego, California, USA nel 1992.
Proprietà originale: Sindacato Il Moro di Venezia, guidato da Raul Gardini.
Sindacato Il Moro di Venezia -
Vice presidente: Italo Trapasso, Vice presidente Montedison (e coordinatore per il supporto tecnico della Montedison). General manager: Paul Pierre Cayard. Direttore amministrativo: Gabriele Rafanelli. Manager Operativo: Laurent Esquier.
IACC Sloop
Cantiere: Tencara a Porto Marghera, Venezia, Italia. Di proprietà di Montedison. Direttore e coordinatore per le operazioni del team: Fernando Sena (Portogallo).
Sartiame e albero: ACX (Tencara) e Chris Mitchell (AES/ Applied Engineering Services Limited, New Zealand) coordinatore associato e disegnatore del rig di tutti gli yacht chiamati Il Moro. Mitchell era anche responsabile della manutenzione, dello sviluppo e delle modifiche.
Ricerca scientifica e capo progettuale: German Frers (Argentina). Team progettuale e disegno: Giovanni Belgrano, Micky Costa, Nestor Fourcade, Debora Gallazzi, Claudio Maletto, Raffaele Marrazzi, Leopoldo Murcho, Francesco Ricci, Oliver Yates.
Ricerca tecnologica e coordinazione: Robert Hopkins Jr. (USA), in carica in particolare del VPP (Velocity Prediction Program). Gruppo tecnica e ricerca: Roberto Biscontini, Roberto Vergara, Walter Michelini, Mario Caponetto, Mark Downey, Lars Larson.
Prove in vasca: INSEAN, Roma. 20 modelli testati
Analisi di performance elettronica: Roberto Albertani, manager.
Meteorologia: Roger Badham.
Team: Enrico Benco, John Craig, Roberto De Bacco, Ray Marchetta, Francesco Monti, Roberto Pigni, Dale Winlow.
Programma vele: David Innocenti e Guido Cavazalli, manager. Progetto vele: Michael Richelsen. Team: Dave Allen, Remi Aubrun, Paolo Badiali, Stefano Bertuccelli, Stefano Butelli, Philippe Echivard, Paolo Favaro, Marco Giannoni, Joan Paige Lahman, Andrea Marengo, Claudio Marullo, Michele Merani, Nick Moloney, Maria Pelliccia, Craig Phillips, Marcello Silva.
North Sails Italia.
Costruzione: iniziata a luglio - terminata dicembre 1991. Lo scafo è poi trasportato via aereo a San Diego.
Varo: 16 dicembre 1991 a San Diego.
Selezione sfidante per la Louis Vuitton Cup 1992: 24 gennaio 1992.
Skipper: Paul Pierre Cayard
Tattico: Tommaso Chieffi
Navigatore: Enrico Chieffi/Robert Hopkins
Equipaggio: 16
Timoniere di riserva: John Kolius, Steve Erikson
Specifiche tecniche -
Materiale scafo: sandwich (fibra di carbonio su un'anima in Nomex "a nido d'ape", laminazione sotto pressione e ad alta temperatura, fino a 95C°)
Colore scafo: rosso
Bulbo: piombo
Dimensioni -
L.O.A.: 22,90 m
L.W.L.: 18,10 m
Baglio: 5,50 m
Pescaggio: 4 m
Superficie velica: 326,6 m2
Spinnaker: 425 m2
Altezza albero: 32,50 m
Dislocamento: 24,500 tonnellate.
Rating: IACC rules.
Osservazioni -
1992
Ha partecipato ai primi Round Robin Louis Vuitton Cup dal 25 gennaio al 3 febbraio 1992 a Loma, San Diego. Ha regatato contro: Spirit of Australia AUS-21, New Zealand NZL-20, Nippon JPN 26, Espana ESP-22, Challenge Australia AUS-17, Tre Kronor SWE-19 e Ville de Paris FRA-27. Sette regate, 5 vittorie, finisce terza.
Secondo Round Robin, dal 15 al 23 febbraio 1992. Sette regate, 6 vittorie, finisce seconda.
Terzo Round Robin dall'8 al 19 marzo 1992. Sette regate, 5 vittorie, finisce terza. Selezionata per le semifinali Louis Vuitton Cup con Nippon, New Zealand e Ville de Paris.
Semifinali dal 29 marzo al 9 aprile 1992. Nove regate, 5 vittorie. Ville de Paris e Nippon sono eliminate.
Finali Louis Vuitton Cup 18-30 aprile, 1992. Nove regate, 5 vittorie (4 di fila). New Zealand eliminata.
America's Cup: Il Moro di Venezia V ITA-25 è battuto da America3, 4 -1.
1997
30 maggio 1997: Il Moro V viene acquistato dal sindacato di Paul Cayard AmericaOne (Saint Francis Yacht Club). Ha fatto da barca lepre per AmericaOne USA-61 (2000 America's Cup in Auckland). Utilizzata anche per sponsor e supporter.
2001
Il Moro di Venezia V viene venduto al team Seattle Challenge per l'edizione 2003 (ma il progetto avrà vita breve). Viene comprato da Bill Koch (già proprietario di America3) per tenere vicine le antiche rivali ma anche per mantenere un ricordo della sua amicizia con Raul Gardini.
Lo stesso anno Il Moro viene restaurato e trasportato a Cowes per partecipare, con America3, al Jubilee per il 150mo anniversario dell'America's Cup.
Al termine, ha fatto ritorno negli USA e più precisamente a Portsmouth (RI).
2005
Agosto - novembre 2005: in mostra al Museum of Fine Arts de Boston (RI, USA) insieme con altri 'tesori' d'arte di Bill Koch; stessa cosa per America3
Via Americascup.com
Pubblicato da Pacio a 7:47 AM 1 commenti Link a questo post
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giovedì 5 novembre 2009
La Vie en Rose
Senza motivo, o perlomeno senza un motivo evidente.
Ci girava in testa da stamattina e alla fine non abbiamo resistito...
La Vie en Rose nella versione originale di Edith Piath e in quella, altrettanto bella, di Louis Armstrong.
Mancherebbe la versione cantata da Grace Jones che però scompare al confronto con le altre due e quindi non è qui ...
Enjoy
Pubblicato da Pacio a 2:36 PM 1 commenti Link a questo post
Azzurra On Line

E' online il nuovo sito di Azzurra .
Per i nostalgici il 12 metri Stazza Internazionale del disegno è Azzurra IV - ITA-11 - costruita dalla SAI Ambrosini su progetto di Sciomachen che doveva competere a Fremantle nel 1987.
E' considerato uno dei 12 metri più "estremi" mai costruti, forse troppo visto per quell'edizione gli fu preferita Azzurra III nonostante il fatto che , proprio la III, si fosse dimostrata lenta nei trial pre Coppa.
La IV è l'unica Azzurra con livrea bicolore (bianco e blu).
Non abbiamo la più pallida idea di che fine abbia fatto, se qualcuno lo sa, così per curiosità, ce lo dica ...
Lo spunto per dirvi tutto ciò ci viene dagli amici di Velablog
Pubblicato da Pacio a 7:46 AM 2 commenti Link a questo post
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mercoledì 4 novembre 2009
Capovaro proceda con delicatezza ...
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Etichette: Video
Andrea Casale lascia le Fiamme Gialle

Andrea Casale ha chiuso la sua parentesi con i Gruppi Sportivi delle Fiamme Gialle.
Una parentesi durata 15 anni, iniziata durante l'attività agonistica nella classe olimpica Laser e sviluppatasi con numerose partecipazioni al Giro d'Italia ed ai campionati della Classe J24.
Tra i tanti successi ricordiamo il campionato mondiale e i 6 titoli italiani conquistati proprio con i J24, l’ultimo arrivato quest’anno a chiudere in bellezza la carriera militare.
"Sono orgoglioso di aver potuto vestire la maglia giallo-verde" ha dichiarato Andrea, "è stata una maglia a volte difficile da portare perchè spesso non ispira simpatia ... ma i numeri dicono che si tratta della Società Sportiva numero Uno in Italia negli Sport Olimpici”
“Anche la Sezione Vela ha sempre radunato un gruppo di atleti di grande qualità e serietà. Questo va riconosciuto e io sono contento di avervi fatto parte"
Ora un breve periodo di meritato riposo prima di affrontare l’impegnativa stagione velica 2010.
Pubblicato da Pacio a 5:04 PM 1 commenti Link a questo post
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Volvo Cup Test Drive - Laser SB 3
Taranto 19-20 dicembre
Negri nautica in collaborazione con la Classe Laser SB3, la Volvo Cup, il Circolo Vela Torbole, lo Yacht Club Riviera del Conero e la sede nautica di Onda Buena a Taranto vi darà l’opportunità di provare il Laser SB3.
Saranno due le imbarcazioni a disposizione, entrambe con a bordo esperti della classe che potranno essere provate nei tre fine settimana.
- Nord Italia a Torbole (Lago di Garda) - 14-15 Novembre
- Centro Italia a Numana (Ancona) - 28-29 Novembre
- Sud Italia a Taranto - 19-20 Dicembre
La prova è gratuita.
Per iscriverti inviaci una email a info@negrinautica.com con i seguenti dati:
- Nome e Cognome
- Numero di telefono
- Data preferita
- Numero di persone
- Luogo della prova (Torbole o Numana)
Di seguito il Calendario della Classe Laser SB3 2010:
Marzo 06-07 - Numana
Aprile 24-25 – Numana
Maggio 29-30 – Torbole
Giugno 25-27 - Torbole - Campionato Italiano
Luglio 18-23- - Torbole – World Championship
Ottobre Data da confermare
Il Laser SB3 è barca riconosciuta dalla Federazione Italiana Vela e dall’ISAF International Sailing Federation.
La Sport Boat del cantiere Performance Sailcraft, costruttore del Laser, ha raggiunto le 600 unità prodotte nello scorso mese di Settembre con altissimi numeri di diffusione in tutto il mondo con flotte in Francia, Australia, Inghilterra, Irlanda, Singapore, UAE, Portogallo, Francia, Germania, Olanda, Ucraina, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera.
Il Laser SB3 rappresenta oggi il concetto di estrema monotipia sulle Sport Boat, in quanto anche le vele sono fornite dal cantiere, generando regate che sono sfide assolutamente ad armi pari. Attualmente il laser SB3 rappresenta uno dei migliori rapporti qualità prezzo tra le Sport Boat in Europa.
Nel 2010 è stato assegnato il Campionato del Mondo all’Italia e sono previsti non meno di 100 partecipanti.
Laser SB3 - Per informazioni e prenotazioni prove: info@negrinautica.com www.lasersb3.it
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Bmw Oracle fa un dannetto
Non trattiamo l'America's Cup, così si chiamava la rissa che ormai dura da tre anni, ma i gossip sì. E allora come non segnalare quei 200 piedi di carbonio fracassati in coperta per un costo stimato di 10 milioni di dollari. Tutto questo è accaduto 30 miglia da Point Loma (San Diego).
Pubblicato da BRAS DE BOIS a 9:53 AM 1 commenti Link a questo post
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martedì 3 novembre 2009
Melges 24 New Rules Requests

Da discutere durante la prossima riunione della Classe Internazionale in programma per il prossimo 14 novembre.
1) Strallo fisso, mettere la parola fine ad una barzelletta durata fin troppo.
2) Limite di peso, proposta di pesare gli equipaggi a metà dell'evento e non preventivamente.
3) Tutta una serie di questioni minori, per lo più portate avanti dalla Classe tedesca.
Se siete curiosi di conoscere in anteprima quali sono le modifiche richieste cliccate pure QUI
Per vostra info, il meeting è lo stesso in cui andrà discussa l'assegnazione del mondiale 2012.
Tenete le dita incrociate perchè ultimamente le scelte non è che siano state particolarmente illuminate:
2009 Annapolis - USA
2010 Tallin - Estonia
2011 Corpus Christi - USA - Campionato Europeo a Hagesund in Norvegia
2012 ?
Pubblicato da Pacio a 10:50 PM 3 commenti Link a questo post
Team Origin copia Obama
Tutti sanno che tra pochi giorni prenderà il via il Luis Vuitton Trophy, lo abbiamo letto un po' d'appertutto. Ma la comunicazione dell'evento a che punto sta? Il sito della regata è molto carino dal punto di vista grafico, anche se mancano i contenuti.
Tra i team in gara mi ha colpito molto la comunicazione degli inglesi di Team Origin, mentre quella degli altri rimane fievole e di poco impatto mediatico.
Guardate ad esempio il video qui sotto realizzato per conto di Team Origin. Secondo me è stupendo e ricco di significati.
Il titolo del video è "Race for Change". Di somiglianze con la campagna di Obama ce ne sono parecchie...
Qui sotto potete vedere e fare un confronto con lo stile obamiano. Il video dura quasi 30 minuti e venne mandato in onda sulle principali reti nazionali e locali a pochi giorni dal voto. Il costo? Solo 10 milioni di dollari! (lo spot più caro della storia)
Lo slogan di Obama era "Yes we can", ma anche "Vote for Change".
Pubblicato da Nicco a 11:15 AM 0 commenti Link a questo post
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Uffici stampa a confronto
La sfida del mondiale Melges 24 appena concluso si è combattuta anche a colpi di penna.
La comunicazione nella vela moderna gioca un ruolo sempre più importante, ecco perchè tre tra i top team avevano al seguito uno strutturato ufficio stampa.
I commenti "post partita" sono spesso divertenti, ci è piaciuto metterli a confronto.
Ecco che si dice a casa del secondo, quinto e sesto classificato (rigorosamente in ordine di classifica):
Joe Fly
Dopo sei giorni di regate, in condizioni tatticamente molto difficili, va in archivio l’edizione 2009 del Campionato del Mondo classe Melges 24.
Il vento, latitante per tutta la settimana, è tornato a soffiare sulla Chesapeake Bay proprio nella giornata finale, alla vigilia della partenza dei 51 equipaggi internazionali radunati ad Annapolis (USA).
Joe Fly, timonato da Gabrio Zandonà e con le chiamate tattiche di Daniele “Caneta” Cassinari, tornerà in Italia domani con un meritatissimo argento, conquistato dopo una settimana da grande protagonista. Primo tra gli italiani, secondo team migliore al mondo.
Unica macchia la penalità rimediata nella prima prova di oggi per partenza anticipata, che ha spazzato via la flebile possibilità di riagguantare in classifica West Marine Rigging/New England Ropes, incoronato poi Campione del Mondo.
La stagione 2009 Melges 24 si conclude così in bellezza. Complimenti a tutto il team:
Gabrio Zandonà (timoniere)
Daniele Cassinari (tattico)
Andrea Felci (randista)
Giovanni Maspero (drizzista)
Nicolas Dal Ferro (prodiere)
Blu MoonAnnapolis, 31 ottobre 2009 - Si è concluso da poche ore il Mondiale Melges 24 di Annapolis e proprio in occasione dell'ultima giornata la Chesapeake Bay ha regalato ai protagonisti della manifestazione le condizioni migliori dell'intera settimana. Seppur in ritardo rispetto alle previsioni, la baia è stata spazzata da un fresco vento da sud che, sostituendosi al leggero nordovest della decima manche, ha permesso ai protagonisti della rassegna iridata di vivere un'ultima prova entusiasmante.
Emozioni non provate dall'equipaggio di West Marine Rigging. Il team di Chris Larson, laureatosi campione del mondo con una regata di anticipo, era infatti già in viaggio verso il porto.
Gli altri, invece, hanno dato il tutto per tutto nel tentativo di migliorare la propria posizione di classifica. Tra questi anche Blu Moon, già salito dalla settima alla sesta posizione grazie al quinto rimediato nella prima manche odierna, in vero iniziata non proprio nel migliore dei modi. Finito sotto la copertura della flotta, l'equipaggio di Flavio Favini, da sempre veloce in condizioni di mare formato e vento medio, ha scalato posizioni su posizioni, rientrando in gioco già alla prima boa di bolina.
Un risultato che ha confermato il trend positivo iniziato con il doppio successo di ieri e che ha fatto da preludio a un'ottima ultima manche. Il team portacolori del Lugano Yacht Club, infatti, ha salutato le acque di Annapolis con un terzo di giornata valso la quinta piazza assoluta.
Davanti agli uomini di Franco Rossini si sono classificati il già citato Chris Larson, Joe Fly di Zandonà-Cassinari, secondo a pari punti con i norvegesi di Full Medal Jacket, e Nico Celon, vincitore della regata conclusiva con il suo Fantastica.
Il Campionato Mondiale di Annapolis ha rappresentato l'ultimo impegno stagionale del Blu Moon Sailing Team, protagonista di un 2009 davvero da incorniciare, iniziato con il secondo posto di Key West. A luglio SUI-782 si è infatti aggiudicato il circuito Volvo Cup e ad agosto è salito sul podio del Campionato Europeo di Hyéres.
Il team di Franco Rossini tornerà tra le boe all'inizio del 2010 in occasione della Key West Sailing Week, in programma in Florida tra il 18 e il 22 gennaio.
Franco Rossini, armatore di Blu Moon: "E' stato davvero un privilegio aver gestito un team come quello che Blu Moon ha schierato nelle acque di Annapolis. Un gruppo secondo a nessuno in fatto di individualità, che ha mostrato tutte le sue potenzialità in occasione delle prove d'esordio e delle giornate conclusive; in mezzo, in condizioni a mio parere non navigabili, specie per una barca come il Melges 24 che si aspetta campi di regata ventosi, un pò a causa di qualche errore, un pò a causa della sfortuna, abbiamo visto sfumare le possibilità di giocarci al meglio le nostre reali chance. Voglio comunque ringraziare e complimentarmi con tutti i componenti del gruppo, a partire da Flavio Favini per arrivare sino a Tiziano Nava, la cui esperienza è stata di fondamentale importanza per il team. I miei complimenti vanno anche a Chris Larson e al suo equipaggio, protagonisti di una serie pressoché perfetta. L'appuntamento è fissato per l'anno prossimo".

Uka Uka
Si è concluso ieri ad Annapolis, Maryland (U.S.A.), il Campionato del Mondo Melges 24 2009. Una settimana lunga, difficile per condizioni meteo, dove i team ai vertici della classifica generale si sono più volte invertiti.
E’ stata la settimana di Chris Larson; Larson, come Hutchinson d’altronde, conosce molto bene queste acque perché ci è nato. Larson al timone di West Marine Rigging è stato costante, non ha vinto nemmeno una prova, ma come peggior risultato ha ottenuto un dodicesimo posto.
Per Uka Uka Racing, il team italiano campione del mondo uscente, non è stata sicuramente una settimana facile. Dapprima l’infortunio della prodiera, al quale è seguito una prima giornata molto deludente.
Nella seconda il team di Santini ha reagito, mettendo a segno un primo ed un secondo posto, ma nella giornata successiva nuovamente un buon quarto ma anche un deludentissimo 30esimo posto che con il ventiseiesimo ottenuto all’esordio complica di molto le cose.
Nella quarta giornata, causa il vento molto molto leggero, viene disputata una sola prova ed Uka Uka la vince. Arriva venerdì, penultimo giorno di regata, sempre pochissimo vento, ed Uka Uka Racing nelle due prove disputate è secondo e sesto risalendo in terza posizione in classifica generale a 6 punti dal secondo posto occupato da Joe Fly e a 20 dalla vetta della classifica.
Le previsioni per l’ultima giornata sono finalmente di vento medio e l’intenzione del Comitato di Regata è di far disputare le ultime 3 regate.
Bressani e compagni ci credono ancora, non è facile, ma nemmeno impossibile. E’ la giornata in cui si rischia il tutto per tutto.
Nella decima e penultima prova del Campionato Uka Uka Racing viene sorpreso in OCS (partenza anticipata), e per di più sul Comitato è stata issata la bandiera ‘I’ su ‘Z’ che significa che chi viene sorpreso fuori dall’allineamento all’ultimo minuto è costretto a rientrare agli estremi e prendere una penalità del 20% sul numero dei partecipanti al quale si somma il risultato ottenuto.
Il Comitato tarda a richiamare via radio coloro che devono rientrare. Uka Uka Racing è in buona compagnia, vengono infatti richiamati anche Joe Fly e Quantum Racing di Terry Hutchinson.
Larson ha così strada libera visto che il secondo, terzo e quarto in classifica verranno pesantemente penalizzati.
Uka Uka Racing recupera posizioni su posizioni e conclude la prova in undicesima posizione (+10 punti di penalità).
La regata viene vinta da Gullisara con Carlo Fracassoli al timone, seguito da Larson ed i norvegesi di Full Medal Jacket.
Bene anche Blu Moon, quinto e Fantastica, settimo.
Joe Fly conclude al ventinovesimo posto al quale vanno sommati 10 punti di penalità, ma la scarta, Quantum Racing è ventiduesimo, ma anche in questo caso ci sono 10 punti di penalità.
Ora per Uka Uka le possibilità di arrivare sul podio sono molto limitate. Il Comitato, nonostante ci sia ampiamente il tempo per disputare anche la dodicesima prova, informa la flotta che si sarebbe disputata ancora una regata e poi la serie sarebbe stata conclusa.
Larson è così matematicamente il nuovo Campione del Mondo Melges 24 2009, rientra in porto festeggiando senza disputare l’ultima regata.
Gli altri partono per l’undicesima ed ultima prova. Uka Uka è a quattro punti dal bronzo, virtualmente nelle mani del team norvegese.
Bressani parte discretamente, ma vista la prima prova della giornata, è conservativo. Fantastica parte bene sulla boa, Joe Fly è nel mezzo ed un po’ incastrato.
Uka Uka arriva in boa nel gruppetto di testa, ma ha le mure a sinistra e deve lasciare il passo ad un ‘muro’ di barche che arrivano con mure a dritta. Bressani ci prova, vira in uno spazio piccolissimo tra l’avversario e la boa, è ottavo subito alle spalle di Blu Moon, ma commette fallo e deve auto penalizzarsi.
Non c’è spazio per farlo nel traversino, ci sono troppe barche e si rischia di commettere altre infrazioni. Nella prima occasione utile, come prevede il regolamento, Bressani e compagni compiono l’auto penalizzazione (360°), ma la Giuria impietosa ne infligge un’altra per non aver eseguito il 360° immediatamente.
Gira che gira passano altre dodici barche, Uka Uka vede così allontanarsi le possibilità di medaglia.
Una buona seconda bolina consente a Santini ed il suo team di riavvicinarsi, ma non c’è più niente da fare visto che al comando della regata c’è Fantastica, seguito dal team norvegese Full Medal Jacket, secondo e che Joe Fly è comunque diverse posizioni avanti.
Nell’ultima poppa, come se non bastasse, dopo circa un minuto dall’issata, il gennaker di Uka Uka va in frantumi. Nonostante il nuovo gennaker venga issato velocemente il team di Santini perde altre 4-5 posizioni. Sulla linea del traguardo sarà dodicesimo.
L’undicesima ed ultima prova viene vinta da Fantastica con Nicola Celon al timone davanti alla rivelazione di questo campionato, i norvegesi di Full Medal Jacket, e Blu Moon di Franco Rossini, terzo.
L’analisi finale.
“Sono chiaramente rammaricato – dice l’armatore Lorenzo Santini – ma sono consapevole che tutti abbiamo dato il massimo e questo rende la sconfitta un po’ più dolce. Sicuramente siamo abituati molto bene, e non molto abituati a perdere. Ma sono convinto che da una sconfitta si riparta con una voglia e determinazione ancora maggiori. Non c’è molto da dire, sicuramente non è stata proprio la nostra settimana. Larson ha comunque meritatamente vinto il Campionato, a lui ed il suo team i vanno i complimenti da parte di tutto l’Uka Uka Racing. Per noi adesso è tempo di metabolizzare la sconfitta, tra qualche settimana cominceremo già a lavorare per la stagione 2010 con obbiettivo principale, ovviamente, il Mondiale a Tallinn, in Estonia”.
“Non posso essere felice – afferma Lorenzo Bressani – ma non sono nemmeno troppo triste. Ho fatto un’analisi lucida della nostra settimana, e ci sono stati due/tre errori molto grossi che al nostro livello non si possono fare. Non ci sono tante scusanti, questo Campionato l’abbiamo perso noi. Il Comitato di Regata ha fatto l’impossibile per salvare il Campionato, ma disputare il 70% delle regate con parte dell’equipaggio sotto coperta da l’idea di come possa essere stata la settimana, sfalsando i reali valori in campo. E’ sicuramente vero che in condizioni meteo normali e non di 4-5 nodi sarebbe stata un’altra musica per noi, come per altri quali Favini, Zandonà, etc. Dalla tanta nebbia e pioggia il 50% delle volte era impossibile vedere le boe del percorso. Penso che per il futuro, prima di assegnare un Campionato del Mondo, la Classe debba valutare meglio le location, visto l’attenzione che è rivolta alla classe Melges 24. Comunque sia Chris (Larson n.d.r.) ha avuto la sua settimana, ha regatato molto bene, senza rischiare più del dovuto, ed ha meritatamente vinto questo campionato.”
Riguardo all’ultima giornata Bressani dice: “Ieri mattina, con tre regate ancora da disputarsi, 20 punti erano tanti, ma non era impossibile fare il colpaccio. Siamo scesi in acqua per provare a vincere il Campionato, non per fare secondi o terzi. Da quando mondo è mondo storia la scrivono i vincitori, non i piazzati. Eravamo tutti d’accordo sulla strategia da adottare: Rischiare! Purtroppo siamo partiti fuori, ma almeno ci abbiamo provato”.
“E’ stata sicuramente la settimana più difficile della storia del nostro team – afferma il team manager e trimmer Federico Michetti – abbiamo comunque fatto una stagione incredibile, da protagonisti, vincendo dapprima Key West, poi la Nood Regata, proprio qui ad Annapolis, il Campionato Italiano di Cagliari, la Torbole Week ed il titolo Europeo a Hyères a fine agosto. Ora ci prendiamo un breve periodo di pausa e poi ci rimetteremo al lavoro in vista del 2010. Il primo appuntamento per noi sarà Key West a metà gennaio. Il focus per il 2010 rimane il Campionato del Mondo di Tallinn, in Estonia”.
L’equipaggio di Uka Uka Racing è composto dall’armatore Lorenzo Santini, il timoniere Lorenzo Bressani, il team manager e trimmer Federico Michetti, il tattico Jonathan McKee e dalla prodiera americana Meredith Adamas. Coach del team: Marco Savelli che per l’occasione si avvale del supporto di un esperto locale, Dave Scott.
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lunedì 2 novembre 2009
Azzurra al Museo della Scienza e della Tecnica

Non sarà capiente e confortevole come l' Oceano di Newport, l' acqua salata dove la leggenda nel 1983 ebbe inizio, e certe giornate di cielo grigio forse le faranno rimpiangere i gabbiani in volo nel blu trasparente del Rhode Island. Ma Azzurra saprà trovarsi a suo agio anche a Milano, Museo della Scienza e della Tecnologia, padiglione aeronavale, vicina di casa, dall' estate prossima, del primo sottomarino costruito nel nostro paese dopo la Seconda Guerra mondiale. Azzurra raggiunge il Toti, due icone sotto lo stesso tetto nella città senza il mare più marinara d' Italia, dopo anni di abbandono e di incuria lo yacht simbolo della sfida-madre alla Coppa America - ideatore Gianni Agnelli, armatore l' Aga Khan, skipper Cino Ricci e timoniere Mauro Pelaschier, terza nella Vuitton Cup di quell' anno e da allora e per sempre nel cuore degli appassionati - cercava un indirizzo nuovo e l' ha trovato al museo di Via San Vittore 21, perché in fondo una barca di America' s Cup è un' opera d' arte basculante e quel diritto di primogenitura (senza Azzurra non ci sarebbero state né Luna Rossa né le altre sfide italiane al trofeo sportivo più antico del mondo) andava onorato fino in fondo. «È ancora splendida» racconta Riccardo Bonadeo (foto nel colonnino), socio da 35 anni e ora Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda che nell' 83 lanciò la sfida agli americani, come se parlasse di una donna agée ma sempre affascinante, i 100 mila euro stanziati per riportare in vita Azzurra I, l' originale (esiste un' Azzurra II, che partecipò all' edizione ' 87 di Freemantle con scarso successo), la sola e unica, sono serviti per consegnarla al cantiere Moretti di Erbusco (Brescia), dove l' antica dama del mare è in fase inoltrata di ristrutturazione. Winch, maniglie, coperta ricostruita quasi al cento per cento, lo sforzo è recuperare tutte parti originali perché, al museo, circumnavigandola su un camminamento ad hoc, il pubblico possa ammirare l' Azzurra di Newport, proprio lei, senza equipaggio ma con molta storia sotto la chiglia. Lo Yacht Club Costa Smeralda e il Museo della Scienza e della Tecnologia ne parlano da un paio d' anni, il progetto ormai è in dirittura d' arrivo. «Azzurra è un simbolo storico, un' icona, non volevamo abbandonarla. I ragazzi di oggi hanno tifato Luna Rossa ma, grazie al museo, impareranno a conoscere anche la prima barca italiana di Coppa America» dice Bonadeo. «Da noi gli oggetti della tradizione tornano alla contemporaneità: Azzurra non verrà qui a prendere polvere ma a riprendere vita» conferma Fiorenzo Galli, direttore del museo, che intorno all' ultima arrivata organizzerà attività, visite delle scuole, filmati, incontri con i grandi protagonisti di quell' indimenticabile avventura e, addirittura, uno spettacolo teatrale. Azzurra, dopo il maquillage, è quasi pronta. Restano da definire tempi («Aprile-maggio sono mesi plausibili ma se Azzurra arrivasse dopo l' estate non ci sarebbe nulla di male, stiamo stringendo l' accordo con lo Yacht Club in questi giorni, vogliamo fare le cose per bene, nessuno ci corre dietro» dice Galli) e modi (Bonadeo e il museo si stanno già rimpallando i costi del trasporto della barca dal cantiere a Via San Vittore), ma chi ha spostato un sottomarino di 340 tonnellate nel cuore di Milano (ricordate i cavi del tram rialzati, le buche nelle strade riempite con la sabbia, i semafori divelti, la sfilata tra due ali di folla lungo la circonvallazione, scortato da 150 vigili?) non può essere preoccupato dall' arrivo di uno yacht di 12 metri, disalberato, bello ed essenziale, le linee pulite ed eleganti come ventisei anni fa. Questione di dettagli, insomma: se le stanze del museo avranno l' altezza per contenere l' albero, i supporti audio e video dell' allestimento, Cino Ricci o Pelaschier (o tutti e due insieme) ad accogliere gli studenti. Manca poco all' arrembaggio, ma Milano è già un po' più Azzurra. Gaia Piccardi RIPRODUZIONE RISERVATA Dalle onde al maquillage L' impresa La prima sfida È il 1983 l' anno in cui, per la prima volta nella storia, l' Italia decide di partecipare alla Coppa America di vela, il trofeo sportivo più prestigioso e antico. La sfida, voluta dall' Avvocato Gianni Agnelli, è lanciata dallo Yacht Club Costa Smeralda: armatore l' Aga Khan, skipper Cino Ricci, timoniere Mauro Pelaschier. La barca è un 12 metri classe Coppa America, progettato da Andrea Vallicelli. Si chiama Azzurra. Il boom Grazie ad Azzurra, impegnata nelle regate di Newport (Usa), l' Italia scopre la vela. Record di spettatori davanti alla tv: Azzurra arriva alle semifinali di Vuitton Cup, piazzandosi 3ª dietro Australia II e Victory ' 83. Il futuro La sfida di Azzurra ha aperto la strada, nel ' 99, all' avventura di Luna Rossa, che a Auckland (Nuova Zelanda) ha vinto la Vuitton Cup e si è arresa a Black Magic in Coppa America.
Piccardi Gaia
via Corriere.it
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Find a wave no one else has ever ridden
Un pò lungo ma tutto da vedere.
Ogni volta che quest'inverno salterete un allenamento con la scusa del "troppo freddo", ripensate a questo video.
via handbreit
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Pix of the week (quella patriottica)
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Pix of the week
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domenica 1 novembre 2009
3Menda vince l'Interlaghi
Qui sotto la classifica definitiva:
1. 3Menda (Federico Albano – Cv Lerici – 1/1/3/4)
2. Sei tu 20 (Marco Morina – Cn Rimini – 3/2/1/5)
3. Aria Fritta (Alessandro Rombelli – 2/3/5/2)
4. Fremito d'Aria (Dario Levi - 4/4/2/3)
5. Turnover (Renato Vallivero - 5/5/4/1)
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35° Campionato Invernale Interlaghi - 3Menda domina la prima giornata

E' iniziata ieri la 35^ edizione del Campionato Invernale Interlaghi – Trofeo Credito Valtellinese di vela organizzato dalla Società Canottieri Lecco vela. Al via c'erano ben 71 barche suddivise in 8 classi, tra cui una nutrita flotta di Melges 20.
Al termine della prima giornata, caratterizzata da una Breva tra i 6 e i 13 nodi, a guidare la classifica provvisoria è 3Menda, di Federico Albano. Grazie a due vittorie su quattro prove disputate sono riusciti a conquistare un buon margine sui secondi.
Ecco la descrizione delle singole prove:
PRIMA PROVA - Alle 9.05 il Comitato di giuria dava il segnale di inizio della prima prova per i Melges 20. Con una Breva tra i 12 e i 13 nodi le imbarcazioni hanno dato inizio ad una vera e propria battaglia anche se la flotta è rimasta compatta fino alla prima boa di poppa che ha visto ITA 137 3menda di Federico Albano girare la boa in prima posizione seguito a pochissimi secondi di distanza da ITA144 Sei Tu 20 di Marco Morina e ITA65 Aria Fritta di Alessandro Rombelli. Seguivano i primi tre ITA50 Fremito D'Arja di Dario Levi e ITA126 Turnover di Renato Vallivero. Successivo bordo di bolina con posizioni invariate e ultima poppa con l'arrivo segnato dalla vittoria di Federico Albano.
SECONDA PROVA - Seconda prova caratterizzata da una brusca diminuzione di vento che ha fatto temere la sospensione della regata. Fortunatamente il secondo bordo di poppa ha visto il vento rinforzare arrivando ai 6nodi. Vittoria di Marco Morina a bordo di Sei Tu 20 con una gara condotta sin dall'inizio. Ottima tattica e conduzione della barca per questo team giovane ma che si fa notare per grinta e forte spirito di agonismo.
TERZA PROVA - La terza prova ha visto un vento instabile sempre intorno ai 6 nodi, una brutta avventura per un membro di un equipaggio di un platu 25 che è stato ripescato da una barca di supporto del Comitato. Successivamente una brutta straorza per una Flying Star e un disalbero per l'equipaggio di Ariel del timoniere Ilaria Moretti su Orza Minore.
QUARTA PROVA - La quarta prova di giornata in forse fino all'ultimo da parte del Comitato ha dato la vittoria a ITA126 di Renato Vallivero su Turnover con una regata da manuale battagliata fino all 'ultima lunghezza.
Classifica Melges 20:
1. 3Menda (Federico Albano – Cv Lerici – 1/1/3/4)
2. Sei tu 20 (Marco Morina – Cn Rimini – 3/2/1/5)
3. Aria Fritta (Alessandro Rombelli – 2/3/5/2)
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sabato 31 ottobre 2009
Melges 24 World Championship TOP TEN
1 55/ USA 655 West Marine Rigging LARSON 5 2 6 4 2 3 12 2 8 2 [52/DNS] 46.00
2 37/ ITA 777 Joefly Zandonà 6 18 3 1 1 4 17 8 7 [39/ZFP] 6 71.00
3 34/ NOR 804 Full Medal Jacket Melleby 8 4 4 22 5 1 6 16 [27] 3 2 71.00
4 65/ ITA 765 FANTASTICA Celon [23] 23 8 5 6 2 5 10 6 7 1 73.00
5 62/ SUI 782 Blu Moon Rossini 3 6 9 21 11 23 [52/OCS] 1 1 5 3 83.00
6 67/ ITA 787 UKA UKA racing Bressani 26 10 1 2 4 [30] 1 6 2 21/ZFP 12 85.00
7 49/ USA 749 FULL THROTTLE Porter, Brian 2 12 5 12 12 13 21 [27] 15 4 4 100.00
8 13/ ITA 803 Gullisara fracassoli 9 1 10 13 8 14 [35] 14 25 1 7 102.00
9 51/ USA 751 Quantum Racing Hutchinson 1 [38] 14 10 10 7 8 5 3 32/ZFP 19 109.00
10 53/ USA 553 Event’s Clothing 19 3 2 7 7 [37] 22 23 18 13 5 119.00 10
Per gli approfondimenti c'è da aspettare qualche telefonata ...
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Melges 24 World Championship, Race 11 start
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Melges 24 World Championship, Larson Campione

Come anticipato sul blog della Classe Internazionale da Justin ad Annapolis non si disputerà la 12 prova.
Alla luce di ciò Chris Larson è il nuovo Campione del Mondo Melges 24.
Mentre si tenta di dare il via all'11esima prova con un vento calante (intesità 8 nodi al momento) questa è la classifica dopo la 10
1 55/ USA 655 West Marine Rigging LARSON 5 2 6 4 2 3 [12] 2 8 2 34.00 1
2 37/ ITA 777 Joefly Zandonà 6 18 3 1 1 4 17 8 7 [39/ZFP] 65.00 2
3 34/ NOR 804 Full Medal Jacket Melleby 8 4 4 22 5 1 6 16 [27] 3 69.00 3
4 65/ ITA 765 FANTASTICA Celon [23] 23 8 5 6 2 5 10 6 7 72.00 4
5 67/ ITA 787 UKA UKA racing Bressani 26 10 1 2 4 [30] 1 6 2 21/ZFP 73.00 5
6 62/ SUI 782 Blu Moon Rossini 3 6 9 21 11 23 [52/OCS] 1 1 5 80.00 6
7 51/ USA 751 Quantum Racing Team Hutchinson 1 [38] 14 10 10 7 8 5 3 32/ZFP 90.00 7
8 13/ ITA 803 Gullisara fracassoli 9 1 10 13 8 14 [35] 14 25 1 95.00 8
9 49/ USA 749 FULL THROTTLE Porter, Brian 2 12 5 12 12 13 21 [27] 15 4 96.00 9
10 17/ USA 587 WTF Field 4 7 11 18 14 22 3 4 19 [26/ZFP] 102.00 10
11 53/ USA 553 Event’s Clothing/Atlantis Hardesty 19 3 2 7 7 [37] 22 23 18 13 114.00
12 20/ USA 620 NULL Kirby [44] 16 18 20 19 11 10 3 24 15 136.00 12
13 39/ USA 539 Brick House 539 Lane 25 13 19 3 25 5 [52/OCS] 28 13 20 151.00 13
14 59/ USA 679 Gannet Mueller von Blumencr 12 [35] 21 11 21 20 23 12 23 9 152.00 14
15 47/ USA 747 Monsoon Ayres 21 11 13 27 3 [45] 24 11 11 32 153.00 15
16 57/ USA 757 Simplicity Strauss 14 32 7 9 [41] 25 9 20 34 6 156.00 16
17 45/ USA 795 Rock N Roll Campbell 18 5 20 19 33 [52/DSQ] 19 7 4 36/ZFP 161.00 17
18 23/ USA 623 Brick House 623 Lane 11 25 12 6 15 16 [52/OCS] 38 16 25 164.00 18
19 32/ GBR 691 Team Barbarians Lea 10 15 16 8 32 [40] 37 9 35 8 170.00 19
20 33/ USA 533 High Voltage Hernandez 34 [42] 17 28 29 19 7 22 30 10 196.00 20
21 28/ USA 785 Conejo Racing Dabney 16 9 28 25 42 [44] 26 17 21 12 196.00 21
22 35/ ITA 735 altea racchelli 20 [49] 15 16 22 18 31 13 28 33/ZFP 196.00 22
23 36/ GER 635 unsponsored Wieland 24 20 29 14 28 8 15 29 33 [52/ZFP] 200.00 23
24 19/ NED 789 Gelikt Wietze 28 29 34 32 24 6 14 25 [36] 14 206.00 24
25 21/ USA 721 Wild Child Filter 17 [45] 31 41 9 10 2 44 20 34 208.00 25
26 64/ USA 744 Sweaty betty Shafer 27 28 [41] 15 35 12 16 33 37 19 222.00 26
27 44/ FRA 644 ZIG ZAG 18 SAMUEL 22 8 40 30 30 15 [52/OCS] 42 10 30 227.00 27
28 14/ USA 514 Evil Doughnut Mollicone 15 14 30 17 13 38 38 31 31 [43] 227.00 28
29 60/ USA 160 I’m with stupid Vowels 31 33 22 24 17 39 20 24 [41] 18 228.00 29
30 25/ USA 725 Vamoose Wilkins 36 36 32 33 [44] 17 13 43 9 27 246.00 30
31 66/ USA 786 Battle Rhythm Mossman 7 26 39 [48] 20 9 45 32 44 28 250.00 31
32 11/ USA 511 511 Podmajersky 13 40 24 31 23 21 34 [51] 14 51/ZFP 251.00 32
33 16/ USA 802 OMI Truelove 43 17 36 23 18 24 25 28/20%(1) [45] 39 253.00 33
34 63/ USA 773 Blur Kopf 41 24 23 [44] 27 31 42 35 17 17 257.00 34
35 50/ USA 700 ARDOR/C.R.E.A.M. O’Reilly 33 37 33 26 16 46 41 [48] 12 21 265.00 35
36 61/ UKR 661 NULL Gureyev 45 22 25 34 36 32 29 19 [49] 31 273.00 36
37 42/ USA 771 Millewa Milluna Williamson 38 21 27 42 [47] 35 11 47 40 24 285.00 37
38 52/ USA 52 Scotch Bonnet Beale 37 44 [46] 40 26 36 4 34 29 36 286.00 38
39 22/ USA 575 ZETIANA Michas 32 31 47 35 37 [49] 28 21 22 37 290.00 39
40 69/ USA 769 Team Peacemaker Anosov 29 19 26 38 38 29 [52/OCS] 37 43 35 294.00 40
41 26/ USA 606 chillout Golden 35 30 42 36 45 27 32 15 [46] 38 300.00 41
42 70/ USA 770 Cracker Racing Wills [52/RAF] 34 37 43 31 47 33 39 5 40 309.00 42
43 12/ USA 602 PBR Street Gang Hamilton 40 39 38 29 [48] 26 39 30 39 33 313.00 43
44 68/ USA 568 Tiburon Carleton 30 27 [50] 39 39 33 30 46 32 50 326.00 44
45 58/ USA 658 Mustang Hamilton 39 41 [48] 45 40 34 43 26 38 44 350.00 45
46 43/ CAN 723 NULL SAKS 42 [51] 35 37 34 48 36 45 42 42 361.00 46
47 41/ CAN 121 Black Dog Black 47 48 44 46 [51] 43 27 41 26 48 370.00 47
48 24/ USA 604 tom slick Wittenberg 48 43 43 47 46 42 18 [50] 50 46 383.00 48
49 31/ USA 21 Brinksmanship Currier 49 46 [51] 49 43 28 44 40 48 51 398.00 49
50 15/ USA 615 Funtech Racing Hess 46 47 45 [50] 49 41 40 49 47 49 413.00 50
51 40/ USA 540 Wilco! Wilhelm 50 50 49 51 50 50 [52/OCS] 36 51 47 434.00 51
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Melges 24 World Championship, Race 10 Finish
Secondo bullet delle serie per Gullisara, unici a tener dietro l'enfant prodige Larson.
Bella regata per Nico Celon e Flavio Favini che hanno ora mire da podio.
Anche Melleby, la sorpresa del campionato insieme alla Gulli Band se la gioca alla grande.
Uka, prima della penalità è risalito circa all'11, Joe, anche per lui calcolare un 20per cento in più, oltre il 20 dopo essere stato anche quart'ultimo.
Non abbiamo certezza del finale di Hutchinson mentre è sicuro che sia lui che Jonathan Mc Kee, per conto, di Uka Uka racing hanno formalizzato via radio protesta al Comitato con richiesta di redress.
Mentre ci si prepara per la regata 11 si sa già che sarà una lunga serata .....
Race 10 Finish Line
13 Fracassoli ITA
55 Larson
49 Porter
34 Melleby NOR
57 Strauss
65 Celon ITA
62 Favini SUI
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Melges 24 World Championship race 10 start
Tutta in salita.
Dopo il primo general recall si parte.
Uka (Bressani), Joe Fly (Zandonà) e Quantum Racing (Hutchinson) sono di nuovo fuori insieme a qualcun'altro con meno blasone.
20 per cento di penalità per loro da sommare al parziale.
I JFive sono gli ultimi a rientrare, quasi due minuti dopo il via.
Manco a dirlo Larson sembra sgommato via pulito.
Stay Tuned
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Melges 24 World Championship, voglio trovare ...
... un senso a questa storia anche se questa storia un senso non ce l'ha ...
Sipario per i contendenti:
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Il CUS Milano vince il Campionato del Mondo Universitario
Dal 24 al 31 ottobre si è svolta a Marsiglia l’edizione 2009 della SYWoC (Student Yachting World Cup), regata internazionale a cui hanno preso parte equipaggi provenienti da tutto il mondo in rappresentanza di 10 nazioni.
A rappresentare i colori italiani c'era, per il 4° anno consecutivo, l’equipaggio del CUS Milano che, dopo il secondo posto della passata edizione a soli 0,9 punti dai vincitori, quest'anno è riuscito a vincere di margine il Campionato. Con ben 7 primi posti, e con 21 punti di distacco sui secondi classificati l'equipaggio del CUS Milano è riuscito a conquistare il titolo di Campioni del Mondo. Ma l'inizio non è stato per nulla semplice, come ci racconta il timoniere Niccolò Bianchi: “Siamo arrivati a Marsiglia con l'idea di fare bene. La nostra preparazione in vista del Mondiale è stata curata nei minimi dettagli e tutto l'equipaggio ha lavorato nel migliore dei modi. Questo ci ha permesso di superare senza problemi l'inizio del Campionato, dove nel solo primo giorno di regate abbiamo collezionato i nostri peggiori risultati. Ma il giorno successivo siamo riusciti a reagire e abbiamo iniziato a collezionare una serie di ottimi risultati che ci hanno permesso di vincere il Campionato con due prove di anticipo”.
L’equipaggio è composto da studenti provenienti dai differenti atenei milanesi ed è guidato da Niccolò Bianchi (Timoniere) reduce dal secondo posto al Campionato Europeo Melges 24 a bordo di Alina, affiancato da: Alberto Scolari (Randa), Luca Ziller (Scotte), Serena Sicher (Scotte), Margot Currao (Drizze), Andrea Bigliazzi (Tattico), Emanuele Marano (Prodiere), Laura Marcora (Riserva).
Per ulteriori informazioni e immagini sulla regata:
(Il sito ufficiale dell'evento)
www.sywoc.org
(Il sito del CUS Milano Sailing Team)
www.cusvela.it
(Il blog del CUS Milano)
http://cusmilanosailingteam.blogspot.com/
Pubblicato da Nicco a 11:00 AM 0 commenti Link a questo post
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venerdì 30 ottobre 2009
E' un mondo difficile
E' un mondo difficile per i tattici ad Annapolis.
E' un mondo difficile per chi prova a starci dietro con il live from the water.
Justin Chisholm di Offshore Rules Santo Subito.
E provate pure a mettere il sale sulla coda al Vigo ma state attenti ... lui è capace di togliervi la sete col prosciutto, si, si, proprio come ha già fatto con Mimmo ... ;-)
Pubblicato da Pacio a 10:11 PM 0 commenti Link a questo post
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